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Il clima mite ha fatto risvegliare le api

Si svegliano le api a causa di questo strano inverno che da settimane sembra essere letteralmente “travestito” da Primavera. Le temperature sono particolarmente miti e la persistenza dell’alta pressione ha portato (almeno fino a ieri, oggi sta transitando una debole perturbazione) a giornate molto soleggiate, con poche nuvole e soprattutto con temperature calde. In Appennino i valori massimi superano anche in quota i 10°C e solo di notte riescono a spingersi fin sotto la soglia degli zero gradi centigradi (e neanche di troppo…). Un clima simile ha già fatto risvegliare le api, non solo sull’Appennino ma in linea di massima su gran parte della nostra Penisola.

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Il clima mite sta favorendo il risveglio delle api

E’ questo ciò che emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti di un inverno estremamente caldo con una temperatura che fino ad ora è stata in Italia superiore di 1,65 gradi la media storica secondo le elaborazioni su dati Isac Cnr relativi al mesi di dicembre e gennaio. “Si tratta di una situazione anomala che in Abruzzo coinvolge un patrimonio apistico di oltre mille apiari per un totale di circa 40mila alveari e 700 apicoltori con una produzione destinata al 21 per cento all’autoconsumo e il 79 per cento al mercato per un valore complessivo di 4-5 milioni di euro l’anno – dice Coldiretti Abruzzo – le temperature sopra i 15 gradi hanno fatto uscire le api dagli alveari attirate dai primi fiori spontanei per prepararsi alla ripresa del loro prezioso lavoro primaverile di bottinatura ed impollinazione” riferisce la Coldiretti attraverso una nota, che poi prosegue: “il rischio è che eventuali ritorni di freddo possano far gelare i fiori e far morire parte delle api dopo una delle peggiori annate per la produzione di miele in Italia”.

Da sottolineare che la prosecuzione di queste anomale condizioni climatiche sta favorendo inoltre la sopravvivenza della cimice asiatica, l’insetto venuto dall’Asia che devasta i raccolti; e poi non solo, perché in Abruzzo sono in fase di risveglio, con almeno un mese di anticipo, le mimose e molti altri alberi da frutto, le pesche, nonché i mandorli e le susine e sui banchi dei mercati agricoli c’è da scommetterci che arriveranno in anticipo anche carciofi, pomodori e fragole per effetto di un inverno anomalo segnato da temperature molto mitiche hanno mandato in tilt le colture.

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