Industria dello sci, un business che vale 10,7 miliardi di euro solo nella stagione invernale

Industria dello sci, l’inverno latita sulla nostra Penisola ma grazie agli impianti di innevamento artificiale tutte le piste del nord Italia sono aperte e fruibili dagli sciatori.

INDUSTRIA DELLO SCI, I GUADAGNI SONO PER OLTRE 10,7 MILIARDI DI EURO

In questi giorni sono molte le domande che si pongono decine e decine di appassionati di montagna e non, alcuni dei quali si domandano quali benefici possa realmente portare la neve tecnica e quanto costa per produrla.

Alcuni numeri sono stati spiegati da Valeria Ghezzi, Presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari, (ANIEF), che ha sottolineato come grazie all’utilizzo della neve tecnica le piste sulle Alpi sono quasi tutte fruibili dagli sciatori e in ottime condizioni.

L'industria dello sci si regge sull'innevamento artificiale

Un momento delle lunghe code e delle tantissime presenze questa mattina sugli impianti di Ovindoli Monte Magnola e Campo Felice. Ad Ovindoli è stato bloccato il transito ai turisti per esaurimento posti. 28 gennaio 2023, Campo Felice/Ovindoli, Aquila. FOTO EMANUELE VALERI 

QUANTO COSTA PRODURRE 1 M3 DI NEVE TECNICA E QUANTI SONO I RICAVI?

Il costo delle bollette a causa della pesante inflazione che negli ultimi anni sta condizionando i mercati di tutta Europa, continua ad essere piuttosto elevato. Produrre 1 metro cubo di neve tecnica costa all’incirca 4 euro.

Fino ad ora sono stati prodotti 1,2 milioni di metri cubi di neve tecnica, e a specificarlo è stato Massimo Ferruzzi curatore dell’Osservatorio del Turismo Montano che ha anche ribadito come i guadagni da qui all’epifania saranno intorno ai 2,9 miliardi di euro.

I ricavi comprendono la spesa per l’alloggio, la ristorazione, lo sci e altre cose sempre indotte dal circuito della neve. Una stagione intera per lo sci alpino vale un ricavo di ben 10,7 miliardi di euro.

Grazie alla neve tecnica si sono potute svolgere in assoluta sicurezza anche gare importantissime di Coppa del Mondo di Sci. Ne è un esempio lo slalom di Madonna di Campiglio andato in scena la scorsa settimana.

Anche tra Val di Fassa, Val Badia e Val Gardena il 90 per cento della neve presente al suolo è di origine artificiale, e il restante 10% è dovuto a quelle poche nevicate che si sono verificate nel corso della stagione.

A Cortina sono stati aperti tutti gli impianti, nonostante in quota sono presenti più o meno 25 centimetri di neve.

ROCCARASO IMPIANTI, CENTRO ITALIA SI SCIA

Anche al Centro Italia gli impianti di risalita sono aperti, seppure con grandissime difficoltà. L’unica stazione che sembra meno in crisi rispetto alle altre è proprio quella di Roccaraso grazie agli impianti ad innevamento artificiale di ultima generazione.

E’ proprio l’innevamento tecnico che sta permettendo alla stazione di girare, seppure non a pieno regime, ma consentendo comunque all’industria della neve di procedere.

Nei prossimi giorni purtroppo non sono ancora attese delle nevicate e bisognerà attendere almeno il periodo successivo alla Befana.

Intanto l’ industria dello sci sembra reggersi sulla dispendiosa attività di innevamento artificiale, che in ogni caso permette all’economia del turismo invernale di andare avanti e guadagnare fior fiori di milioni in attesa delle vere nevicate di stagione.

 

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