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Il serpente di mare ha un veleno che contiene una neurotossina

Il serpente di mare è a strisce bianche e nere

Il serpente di mare, scientificamente Laticauda Colubrina, appartiene alla famiglia degli elapidi e alla sottofamiglia Hydrophiinae, la quale comprende tutti i serpenti di mare che, come lui, si sono adattati alla vita marina.

Il serpente di mare ha un veleno che contiene una neurotossina

È considerato il più velenoso tra i serpenti di mare. Il suo corpo è caratterizzato da strisce bianche e nere. La testa, contornata da una parte bianca che arriva fino alla bocca, ha la parte superiore quasi completamente nera. La coda è appiattita in modo da favorirne i movimenti in acqua.

Il serpente di mare si trova in una vasta gamma di habitat. Si trova tra le barriere coralline, tra le mangrovie, nei pressi delle isole ed anche in mare aperto. In generale però il Laticauda Colubrina sembra prediligere le acque poco profonde.

Il serpente di mare è un rettile anfibio, ha quindi bisogno di uscire dall’acqua per respirare. Recenti studi stimano che il serpente passa il 25% del suo tempo sulla terraferma ed il restante in acqua.

Per procurarsi il cibo il serpente di mare sonda le crepe e le fessure delle barriere coralline e delle rocce. È dotato di denti veleniferi che contengono potenti neurotossine. Questi composti tossici agiscono sui muscoli del diaframma delle loro prede.

Il veleno del serpente di mare è molto potente

Il serpente di mare ha un veleno che contiene una neurotossina che attacca le membrane post sinaptiche dei muscoli. Le vittime muoiono in breve tempo per arresto respiratorio e conseguente collasso cardiovascolare.

Sebbene il tasso di mortalità legato al morso di questo rettile sia piuttosto basso, negli ultimi anni sono stati documentai moltissimi attacchi da parte del serpente di mare, soprattutto nei confronti di subacquei.

Gli attacchi, inoltre, si verificavano poco dopo aver corteggiato senza successo una femmina o dopo un interazione con un maschio rivale. I serpenti marini si sono dimostrati particolarmente tenaci arrivando a inseguire i sub anche per venti minuti consecutivi.

Foto di Maxim Vasiliev

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