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Il ramarro occidentale può raggiungere i 45 cm di lunghezza

Il ramarro occidentale è un animale diurno

Il ramarro occidentale, nome scientifico Lacerta bilineata, è un sauro della famiglia dei Lacertidi, di colore verde brillante, rapidissimo nei movimenti.

Il ramarro occidentale può raggiungere i 45 cm di lunghezza

La forma del corpo è quella tipica delle lucertole, ma di dimensioni maggiori. Gli esemplari adulti possono raggiungere i 45 cm di lunghezza, compresa la coda.

Il ramarro occidentale un animale diurno ma non ama le giornate troppo calde. Se molestato si difende mordendo ma i morsi sono poco dolorosi e assolutamente non velenosi.

Sembra che in cattività possa vivere sino a venti anni. E’ predato da alcune specie di grossi serpenti come i biacchi e le biscie.

Un tempo tutti i ramarri europei erano considerati come un’unica specie: lacerta viridis. Oggi si preferisce chiamare i ramarri dell’Europa dell’ovest come Ramarro occidentale (Lacerta bilineata) e quelli dell’Europa dell’Est Ramarro orientale (Lacerta trilineata e Lacerta viridis).

In Italia ha ancora una buona diffusione anche se è in declino rispetto al passato.

Questa specie è ovipara: dopo essere state fecondate le femmine depongono delle uova con guscio in un rifugio nascosto.

Dalle uova nascono individui simili agli adulti in miniatura già capaci di cacciare autonomamente che non hanno alcun rapporto con i genitori.

La temperatura del suo corpo è uguale a quella dell’ambiente circostante (specie ectoterma). Per regolarle la temperatura quindi deve adottare un comportamento specifico.

Se sente freddo si sposta in zone più calde o al sole (comportamento detto basking). Se invece sente caldo si sposta in zone più fresche, all’ombra, nelle fessure del terreno o tra i cespugli.

Il ramarro occidentale non è velenoso

Il ramarro occidentale non è pericoloso per l’uomo, soprattutto perché ha la tendenza a fuggire e nascondersi, piuttosto che attaccare e mordere.

Inoltre, il suo morso non è velenoso e, per proteggersi dai predatori, spesso sfrutta uno strumento caratteristico delle lucertole, ovvero la capacità di perdere la coda, anche detta autotomia.

Foto di Jaume Albaigès

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