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Il pozzo del Merro misura, per il momento, 392 metri

Pozzo del Merro simile ai cenotes messicani

Pozzo del Merro. Pochi sanno che proprio a Roma è presente una cavità cavità sotterranea simile per morfologia ai cenotes messicani.

Il pozzo del Merro misura, per il momento, 392 metri

E’ il Pozzo del Merro, un pozzo naturale noto sin dai tempi della Roma Antica, sito nella campagna del Lazio, nel comune diSant’Angelo Romano.

In mezzo ad una fitta vegetazione compare quasi dal nulla questa cavità al fondo della quale c’è un laghetto. Il pozzo è stato esplorato nel 2002 con il ROV Prometeo fino a 392 metri di profondità senza riuscire ad individuare il fondo con assoluta certezza.

La parte allagata raggiunge quasi quattrocento metri di profondità mentre la sezione asciutta sprofonda per circa settanta metri sotto il piano campagna. Lo studio della voragine fu possibile grazie ad una sinergia tra le Università di Roma “Sapienza”, “Tor Vergata” e “Roma Tre” ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Le misurazioni sono giunte al limite massimo di 392 metri ma le grandi dimensioni del Pozzo del Merro (al suo interno potrebbe inserirsi la Torre Eiffel) non sono casuali ma legate al fatto che questo sinkhole è frutto della forma più estrema di carsismo,  quello geotermico.

In particolare l’acqua della falda falda profonda arricchita da apporti locali di fluidi geotermici profondi, chimicamente aggressivi, va a corrodere il substrato calcareo dal fondo e ne innesca la dissoluzione.

Una struttura di grande interesse che meriterebbe ulteriori studi e ricerche grazie alla disponibilità sul mercato di nuovi mezzi subacquei autonomi che potrebbero consentire l’esplorazione di questa cavità ancora più in profondità.

Flora e fauna del pozzo del Merro

La vegetazione naturale vicino al pozzo del Merro è costituita da una fitta boscaglia termofila formata da querce, terebinto, siliquastro, viburno-tino, fillirea, e anche da svariate specie di orchidee.

La presenza più interessante è quella dello storace, una pianta arbustiva che in Italia cresce solo presso i Monti Cornicolani e nei vicini Monti Lucretili e Tiburtini.

Un’altra grande caratteristica della voragine è la folta vegetazione che riveste le pareti della cavità, costituita per la maggior parte da piante sempreverdi come il leccio e l’alloro.

Nel sottobosco sono abbondantemente presenti i ciclamini, il pungitopo e l’edera. Nella parte più bassa della cavità, a ridosso dello specchio d’acqua, si trovano svariate specie di felci ed esemplari di fico e sambuco.

Il Pozzo del Merro risulta essere interessante anche dal punto di vista faunistico, in particolare erpetologico. All’interno del laghetto vivono popolazioni di tritone punteggiato e di tritone crestato italiano; d’interesse è anche la rana appenninica. Tutte queste specie sono protette dalla regione Lazio.

All’interno della dolina si possono osservare anche varie specie di uccelli, rettili e mammiferi.

Le sorprese maggiori a livello faunistico si trovano soprattutto nella parte sommersa: a circa 70 m dalla superficie sono stati ritrovati vari esemplari di crostacei anfipodi, uno dei quali è risultato essere una nuova specie ancora non conosciuta, descritta nel 2005 da Valentina Iannilli e da Augusto Vigna Taglianti come Niphargus cornicolanus.

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