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Il ginepro sabina è una pianta tossica e molto velenosa

Ginepro Sabina, pianta dai due volti

Ginepro Sabina sulla Majella. Tra le montagne cresce strisciante sul terreno una pianta ‘magica’, una fitta sempreverde dai rami lunghi e contorti e bacche azzurro cenere.

Il ginepro sabina è una pianta tossica e molto velenosa

Esso insinua le sue radici in profondità fra le rocce e diffonde nell’aria un intenso odore di resina.

I pastori la bruciavano, per liberare i campi da un arbusto invadente e tossico, ma sapevano sfruttare i suoi rami per preparare decotti per i loro animali quando arrivava il momento del parto.

Usato allo stesso modo, il ginepro Sabina (nome scientifico Juniperus Sabina) era in grado di interrompere una gravidanza nelle donne e, per questo, fu ritenuta maledetta.

Il ginepro sabina è certamente il più diffuso in città soprattutto nei piccoli giardini privati, di certo a causa delle dimensioni contenutissime.

Anche il portamento prostrato ben si presta a riempire la parte bassa dell’ambiente permettendo al contempo la vista delle piante più alte.

Tuttavia anche se il portamento è strisciante, la pianta coi numerosi rami che si ergono obliqui e quasi svettanti ha un aspetto spettinato e un fare scapestrato.

Il ginepro Sabina porta nel nome la sua zona di origine: la Sabina, una regione dell’Appennino compresa fra Umbria, Abruzzo e Lazio.

Suscita sempre una certa emozione osservare le piante nel loro habitat, ma per il sabino c’è un motivo in più per turbarsi, poiché esso vive allo stato spontaneo solo in quel posto.

Un altro carattere distintivo è il frutto, una sferetta azzurrognola a maturazione e verde acqua da giovane. Anche se in verità sarebbe più corretto parlare di cono o meglio di galbulo.

Il ginepro sabina è velenoso

Tutte le parti del ginepro sabina sono molto velenose sia per gli animali che per l’uomo, per la presenza di diverse sostanze ed oli essenziali tossici.

Per la sua tossicità la pianta veniva infatti utilizzata in passato per scopi criminosi. Qualsiasi uso terapeutico deve essere evitato.

Un trattato medico del 1879 descriveva così la tossicità del ginepro sabina: “…l’olio di Savina è un potente veleno… produce infiammazione gastroenterica ….la sua azione irritante sui reni provoca ematuria.

Si sono verificati numerosi casi di avvelenamento mortale in seguito alla somministrazione dell’olio allo scopo di provocare aborti.

Le morti provocate da questa sostanza sono molto più frequenti di quanto in genere si crede. Gli effetti abortivi sono il risultato di una grave intossicazione che mette a rischio la vita”.

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