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L' eremo di San Bartolomeo è uno dei siti più suggestivi della Maiella

Il suggestivo Eremo di San Bartolomeo

L’ eremo di San Bartolomeo è incastonato sulla Maiella nel versante del Vallone di S. Spirito e costruito sotto un ampio tetto di roccia.

L' eremo di San Bartolomeo è uno dei siti più suggestivi della Maiella

Vi si accede attraverso due sentieri: il primo, scendendo da Valle Giumentina, che permette di vedere l’eremo sul versante opposto mimetizzato nella roccia, il secondo, scendendo da Roccamorice, termina con una breve ma suggestiva galleria scavata nella pietra, che dà il benvenuto ai camminatori.

Al centro circa della balconata vi sono due gradinate: la prima è la Scala Santa. Sulla facciata vi sono due tabelloni affrescati del XIII secolo: una Madonna col Bambino e un Cristo benedicente.

L’oratorio è quasi interamente incastonato nella roccia; sopra l’altare cinquecentesco c’è una nicchia contenente la statua di San Bartolomeo. Una porticina a sinistra dell’altare immette nella parte abitativa dell’eremo.

Il Santo viene festeggiato il 25 agosto, portando la piccola statua in processione fino alla chiesa parrocchiale di Roccamorice, dove rimane per circa un mese.

Anche a San Bartolomeo, come in altre località, l’eremo si sovrappone e sfrutta dei ripari sotto roccia, una volta abitati dai cacciatori nomadi dell’antica età della pietra, poi divenuti ricoveri per i pastori transumanti delle età dei metalli.

I disegni rupestri di queste zone, che testimoniano del passaggio di tali popolazioni, hanno inoltre quasi sempre un carattere sacro, frutto di cerimonie propiziatorie o sepolcrali, e sono con ogni probabilità variamente attribuibili a uomini dell’età del bronzo e del ferro, mentre le pitture in ocra rossa potrebbero risalire al Neolitico.

Eremo di San Bartolomeo protagonista delle escursioni

L’ Eremo di San Bartolomeo è uno dei protagonisti delle escursioni guidate poiché, oltre alla bellezza del sito, anche i sentieri che ad esso conducono raccontano una storia plurimillenaria che rileggeremo insieme nel paesaggio e nelle tracce che troverete lungo il cammino.

Storia e leggende dell’ Eremo di San Bartolomeo: sorto come dipendenza della vicina Badia di Santo Spirito, fu edificato, dopo il 1250, dall’eremita Pietro Angelerio dal Morrone, futuro papa con il nome di Celestino V, sulle rovine di una precedente costruzione.

Il Santo vi si stabilì insieme ad alcune seguaci intorno al 1274 e vi rimase per almeno due anni. La tradizione infatti narra che il frate, dopo essersi recato a Lione per far riconoscere la regola all’Ordine dei Celestini da lui fondato, durante la strada del ritorno si sia fermato proprio nell’ eremo di San Bartolomeo.

Il 25 Agosto, in onore di San Bartolomeo, una gran folla di pellegrini, dopo aver assistito alla messa celebrata all’alba nell’eremo, si reca presso il torrente Capo la Vena nelle cui acque tutti si bagnano secondo un rituale molto antico.

Una colazione consumata lungo le sponde del fiume anticipa la processione che scorta l’effigie del Santo nella chiesa del paese, dove la statua rimane esposta al culto fino al 9 settembre, giorno in cui un’analoga processione la riporterà al suo posto nell’ eremo di San Bartolomeo.

Foto di Giuseppe D’Anzi

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