Dalle scritte offensive sui sentieri di Pietracamela alla nuova lettera sulle ferrate Ginepri e Bafile. La guida alpina contesta le chiusure e trasmette a Neve Appennino un prospetto degli importi dei lavori e una comunicazione del Parco sul collaudo del 2021. I documenti aprono domande sulla manutenzione successiva.
Pochi giorni fa abbiamo raccontato degli insulti rivolti a Pasquale Iannetti, comparsi anche sui cartelli dei sentieri di Pietracamela. La guida alpina aveva annunciato che avrebbe continuato a occuparsi delle questioni della montagna. Con una comunicazione datata 23 settembre 2026, indirizzata ai sindaci di Pietracamela e Isola del Gran Sasso, torna ora sulle chiusure delle ferrate dei Ginepri e del Bafile.
Nella lettera Iannetti usa un’espressione dura, «sindaci “sceriffi”», per criticare il ricorso alle ordinanze e la loro permanenza nel tempo. È una sua valutazione, che riportiamo attribuendola alla guida alpina. Le scritte offensive raccontate nei giorni scorsi e i provvedimenti sulle ferrate restano vicende distinte: non abbiamo elementi per collegarle.
Insieme alla lettera, Iannetti ha trasmesso alla redazione un riepilogo degli importi dei lavori sulle ferrate d’alta quota e una comunicazione dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga relativa al collaudo. Che cosa indicano questi documenti, e che cosa resta da accertare?
Il prospetto: 451.170,82 euro per sette voci sulle ferrate
Nel riepilogo compare un totale di 451.170,82 euro per sette voci relative alle ferrate d’alta quota del Gran Sasso: Ventricini, Danesi, Ricci, Bafile, Normale della Vetta Est del Corno Grande, Sentiero del Centenario e Brizio.

Il riepilogo economico trasmesso a Neve Appennino da Pasquale Iannetti: le voci relative alle ferrate d’alta quota ammontano a 451.170,82 euro.
Il documento indica inoltre 67.161 euro per oneri della sicurezza in una voce separata. I 451.170,82 euro sono la somma delle sette voci sulle ferrate e non comprendono quella relativa alla sicurezza.
Il prospetto riguarda un intervento riconducibile al programma PAR FSC 2007–2013. Questa sigla identifica il periodo del programma di finanziamento: non significa che i lavori siano stati eseguiti o pagati tra il 2007 e il 2013. Il prospetto ricevuto non reca una data che consenta di attribuire gli importi a un preciso anno di spesa e, da solo, non documenta le somme effettivamente corrisposte.
Nella lettera Iannetti cita anche 74.886,25 euro per un precedente intervento che colloca nel 2009. Si tratta di una cifra da tenere distinta dal prospetto dei 451mila euro: i materiali ricevuti non consentono di stabilire che i due interventi avessero identico contenuto e fossero direttamente confrontabili.
La comunicazione del Parco e il collaudo del 2021
Il secondo documento inviato a Neve Appennino è una comunicazione dell’Ente Parco. Vi si legge che il 28 ottobre 2021 il collaudatore incaricato emise il certificato di collaudo finale per i lavori indicati nella nota, comprendenti anche diverse vie ferrate del Gran Sasso.

La comunicazione del Parco sul collaudo dei lavori alle ferrate del Gran Sasso e sull’affidamento di un servizio triennale di ispezione e monitoraggio.
Il Parco comunicava inoltre di aver affidato per tre anni un servizio di ispezione, monitoraggio e tenuta in efficienza delle ferrate.
La pagina ricevuta è una comunicazione che riferisce l’emissione del certificato, non il certificato di collaudo stesso. Documenta un passaggio nella storia dell’intervento, ma non permette di stabilire in quali condizioni siano oggi cavi e ancoraggi, a quasi cinque anni dalla data del collaudo indicata.
Le contestazioni di Iannetti sulle chiusure
Nella sua lettera Iannetti ritiene che le criticità delle vie attrezzate debbano essere affrontate con interventi di manutenzione e contesta le chiusure disposte dai due Comuni. Richiama proprie segnalazioni degli anni passati su cavi e ancoraggi e riporta una segnalazione dell’agosto 2025 relativa a tratti di cavo sfilacciato sulla ferrata dei Ginepri.
Sono elementi che rendono rilevante conoscere l’esito delle verifiche tecniche e gli eventuali interventi successivi. Le valutazioni di Iannetti non certificano la percorribilità delle ferrate, così come il collaudo richiamato nel documento del Parco non descrive lo stato degli impianti nel 2026.
Un altro punto richiede chiarimenti: nel prospetto economico figura una voce per il Sentiero del Centenario, mentre Iannetti sostiene che quell’itinerario non sarebbe stato ristrutturato nell’ambito dei lavori a cui si riferisce. Per capire quali interventi fossero previsti e quali siano stati effettivamente eseguiti occorrono gli atti completi.

Escursionisti impegnati su una via ferrata del Gran Sasso. Immagine a corredo dell’articolo sulle vie attrezzate
Le risposte da chiedere a Comuni e Parco
I documenti trasmessi da Iannetti permettono di formulare domande precise. Quali lavori furono completati su ciascuna ferrata? Quali ispezioni sono state effettuate dopo il servizio triennale comunicato dal Parco? Quali criticità tecniche motivano oggi le chiusure dei Ginepri e del Bafile? Quali interventi e controlli sarebbero necessari per valutarne la riapertura?
Neve Appennino consulterà i sindaci di Pietracamela e Isola del Gran Sasso per raccogliere la loro posizione sulla lettera e sulle ordinanze. Chiederemo agli enti competenti anche la documentazione aggiornata sulla manutenzione e sulle verifiche delle vie attrezzate.
Nel frattempo, per chi frequenta il Gran Sasso, restano validi i provvedimenti vigenti e le indicazioni ufficiali. Il confronto aperto da Iannetti riguarda la gestione degli interventi e il futuro delle ferrate; non modifica le attuali limitazioni di accesso.




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