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Günther Messnerritrovato il suo secondo scarpone dopo 52 anni

Ad annunciarlo tramite un post sui suoi profili social è stato il fratello Reinhold: il secondo scarpone di Günther Messner è stato ritrovato nella zona dagli abitanti del posto.

RITROVATO IL SECONDO SCARPONE DI GUNTER MESSNER DAGLI ABITANTI DELLA ZONA

Lo ha annunciato Reinhold con un post tramite i suoi profili social di Facebook ed Instagram come gli abitanti della zona, dopo ben cinquantadue anni da quel terribile incidente, siano riusciti a ritrovare il secondo scarpone di Günther.

Una vicenda che è rimasta e forse rimarrà per sempre nelle cronache nazionali ed internazionali, e non solo, sia perchè Reinhold è considerato uno tra gli alpinisti più forti di tutti i tempi, e sia perchè quell’incidente con le sue dinamiche fa discutere molti anche oggi.

Ritrovato lo scarpone del fratello di Reinhold Messner dagli abitanti della zona a circa 52 anni da quel terribile incidente sul Nanga Parbat. L’immagine è stata postata sui profili Instagram e Facebook dell’ex alpinista

Proprio Reinhold ha commentato così il ritrovamento : ” La scorsa settimana è stato ritrovato da alcuni locali il secondo scarpone di mio fratello Günther alla base del ghiacciaio Diamir. La tragedia del Nanga Parbat rimane così come Günther per sempre”. 

INCIDENTE Günther E Reinhold MESSNER SULLA PARETE DIAMIR DEL NANGA PARBAT 

Günther e Reinhold si erano apprestati a riscrivere la storia dell’alpinismo considerando che Reinhold è stato il primo alpinista a scalare tutte e le 14 cime degli ottomila del nostro pianeta.

In quell’anno i due fratelli vennero invitati a scalare la parete Rupal, parete allora inviolata, dove per salire era necessario un materiale altamente tecnologico per l’epoca e una vasta quantità di corde fisse.

Fu pattuito dai fratelli con il capo spedizione, che in caso di arrivo di maltempo Reinhold avrebbe continuato l’ascesa da solo in vetta e senza che la via fosse attrezzata con corde fisse. Lo stesso Messner fu malamente informato in quanto dal campo base fu sparato un razzo di colore rosso che indicava l’arrivo del maltempo, quando lo stesso sarebbe dovuto essere di colore Blu ad indicare buone condizioni di scalata. Successivamente si stabilì che lo scambio di colore avvenne per un errore.

Era la fine di giugno, il tempo stava peggiorando, ho proposto a Herrligkoffer di preparare sia un tentativo di tre alpinisti sia un mio tentativo solitario, che sarebbe stato più veloce. L’accordo era di decidere la sera del 26 giugno, all’ultimo campo sulla parete Rupal” prosegue Messner. Le radio pesavano cinque chili, in alto non le avevamo. Se le previsioni meteo da Lahore fossero state buone, dal campo-base dovevano sparare un razzo blu, con il meteo cattivo il razzo sarebbe stato rosso. Invece il bollettino della sera era buono, ma Herrligkoffer ha sparato lo stesso quello rosso. Poi ha detto di essersi sbagliato”. 

Reinhold verrà poi raggiunto dal fratello che partì senza il permesso del capo spedizione e una volta toccata la vetta, i due decisero che l’unica via di salvezza visto che la via per la discesa non era attrezzata sarebbe stato provare a scendere dalla parete Diamir del Nanga Parbat. Parete dove ha perso qualche anno fa la vita Daniele Nardi.

Questa via era conosciuta per essere non eccezionalmente complicata, ma pericolosissima a causa dei frequentissimi crolli di seracchi e valanghe. Proprio giunti al quasi al termine della discesa i due vennero investiti da una terribile valanga.

Günther Messner perse la vita mentre Reinhold si salvò.

Da qui una serie di fatti e di calunnie nei confronti dell’alpinista che si difese anche attraverso un lungo processo dalle bugie di quelli che allora furono per parte del tragitto i suoi compagni di cordata.
Reinhold fu anche accusato di avere lasciato morire il fratello Günther Messner per via del suo cinismo ed egoismo per il perseguimento dei propri obiettivi.

 

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