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Il grifone era estinto in Italia, ma poi fu reintrodotto in Abruzzo

Il grifone, tra i più grandi avvoltoi europei

Uccello quasi mitologico, protagonista di fiabe e filastrocche che si perdono nella notte dei tempi, il Grifone è uno tra i più grandi e maestosi avvoltoi europei.

Le splendide foto scattate da Gianpiero Cutolo mostrano una settantina di Grifoni che, dopo aver ripulito una carcassa di pecora, si dispongono per ripartire in volo.

Il grifone era estinto in Italia, ma poi fu reintrodotto in Abruzzo

Il grifone può raggiungere una lunghezza anche di 110 cm, pesare oltre 10 kg e misurare, ad ali spiegate, ben 2 metri e 80 cm.

Maestoso e longevo, con un’età media che non si discosta molto dai 30 anni – ma alcuni esemplari possono raggiungere anche i 35-40 – presenta un piumaggio di colore bruno-fulvo, che ricorda l’origine latina del nome, Gyps, ‘avvoltoio’, e appunto ‘fulvus’, quella tonalità del rosso che sfuma nel marrone.

Solo la parte terminale delle penne appare nera, mentre sotto la testa, più chiara, risulta ben visibile il tipico collare di piume che accomuna e distingue al tempo stesso il Grifone da altre specie di avvoltoi.

Il suo aspetto è quello tipico dell’avvoltoio: testa e collo non hanno un piumaggio sviluppato ma solo un corto piumino, per facilitare l’ingresso della testa nelle aperture delle carcasse; attorno alla base del collo c’è un collarino di piume che impedisce che il retrostante piumaggio si sporchi di cibo.

Distribuzione e habitat del Grifone

Il grifone si estinse quasi ovunque in Italia. Ora la specie è stata reintrodotta in Friuli-Venezia Giulia, nell’Appennino Centrale e in Sicilia, mentre la popolazione sarda, pur esigua, è sfuggita all’estinzione, pur essendo tuttora a fortissimo rischio.

Come il ‘cugino’ Gipeto, il Grifone è un avvoltoio prevalentemente sedentario, fatta eccezione per gli esemplari più giovani, che spesso sono erratici.

La popolazione più importante in Europa si trova in Spagna e popolazioni più esigue si rinvengono invece in Francia, Sardegna e nei Balcani. I progetti di reintroduzione sono iniziati a partire dagli anni Novanta, e hanno coinvolto, oltre all’Italia, anche la Francia meridionale.

Amante delle zone impervie (di solito vive in colonie che gravitano su pareti rocciose inaccessibili), il Grifone costruisce il nido sulla roccia, talvolta anche su grandi alberi, mentre si spinge fino a pascoli e praterie per procurarsi il cibo.

Per raggiungere la preda il Grifone può compiere anche grandi distanze, sfruttando in volo planare le correnti termiche ascensionali che tipicamente si trovano nell’habitat di nidificazione della specie.

Durante il volo il collo è tenuto ritratto, piegato a S e quasi sembra scomparire nel collarino. Può rimanere in volo per centinaia di chilometri senza sbattere le ali, può volare sino ai 6000 metri di quota solo sfruttando le correnti ascensionali.

In Abruzzo, sul Monte Velino, sono stati reinseriti circa 80 esemplari e, grazie alla riproduzione, la popolazione è in aumento (con un numero di esemplari stanziali che, nel 2010, era di circa 35 individui tra adulti e giovani, inanellati e non).

A partire dall’agosto 2006, sono stati avvistati degli esemplari anche sul versante occidentale aquilano del Gran Sasso; sono presenti numerosi esemplari nella zona di Petrella Liri sempre in provincia de L’Aquila.

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