Un escursionista è stato colpito da una roccia nella zona della Sella dei Grilli. Mentre un medico presente nel gruppo gli prestava le prime cure, i soci CAI Juniores si sono disposti sul terreno per rendere visibile dall’alto il punto dell’intervento.
Una fila di persone distese sull’erba, disposte a formare una freccia. La fotografia circolata sui social dopo l’incidente sul Gran Sasso colpisce per la sua semplicità. Ma per capirne il significato bisogna guardare nella direzione indicata da quei ragazzi: verso un escursionista ferito che l’equipaggio dell’elisoccorso doveva individuare tra i pendii di Campo Pericoli.
L’incidente è avvenuto sabato 26 settembre 2026, durante un’escursione ad anello inserita nella Settimana nazionale dell’escursionismo. Nella zona della Sella dei Grilli, un giovane partecipante è stato colpito al volto da una roccia rotolata dall’alto. Secondo la ricostruzione del CAI, a smuoverla sarebbe stato il passaggio di un camoscio sul pendio sovrastante. Nel gruppo era presente un medico, che ha prestato le prime cure e ha attivato i soccorsi.
Una freccia per indicare il ferito

La freccia formata dai soci CAI Juniores sul Gran Sasso per aiutare l’elisoccorso a individuare la zona dell’intervento
In montagna, comunicare una posizione non significa sempre renderla immediatamente riconoscibile dall’alto. Il CAI racconta che il ferito e le persone rimaste con lui si trovavano in ombra e che nell’area erano presenti altri gruppi di escursionisti. Individuare il punto giusto richiedeva quindi un’indicazione visiva chiara.
L’idea è stata di Rita Ceci, direttrice dell’uscita di un vicino gruppo juniores: far disporre i giovani sul terreno fino a formare una grande freccia rivolta verso la zona dell’incidente. Quel segnale ha aiutato l’equipaggio a orientarsi e a raggiungere il ferito. I tecnici del Soccorso alpino sono intervenuti sul posto; secondo la comunicazione del CNSAS, l’escursionista è stato recuperato dall’elisoccorso decollato da Pescara e trasportato all’ospedale dell’Aquila. Gli interventi sono stati coordinati dal tecnico di centrale operativa del CNSAS.
A richiamare l’attenzione sulla fotografia è stato anche Francesco Sulplizio, presidente del CAI Abruzzo, che ha condiviso sui social la notizia della freccia formata dai soci Juniores.
Il significato della fotografia
L’immagine è diventata virale, ma il suo valore va oltre la forma insolita vista dall’elicottero. Mostra che, durante un’emergenza, anche chi non effettua materialmente il recupero può essere di aiuto: prestando le prime cure se ne ha le competenze, comunicando con la centrale operativa e rendendo più facile ai soccorritori riconoscere il luogo dell’incidente.
È un esempio legato alle circostanze di quel giorno, non un’indicazione a improvvisare segnali o ad avvicinarsi a un elicottero in manovra. In caso di incidente, la priorità è chiamare i soccorsi, fornire una posizione il più possibile precisa e seguire le istruzioni della centrale, mantenendo libera e sicura l’area d’intervento.
Nella foto di Campo Pericoli, i ragazzi indicano una direzione. La storia che l’immagine racconta è quella di un gruppo capace di restare unito attorno a una persona ferita e di trovare un modo concreto per aiutare chi stava arrivando a soccorrerla.




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