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Gran Paradiso, situazione drammatica al ghiacciaio

GHIACCIAIO CIARDONEY, GRAN PARADISO: una stagione invernale molto siccitosa e seguita da un mese di maggio che con molta probabilità diverrà uno tra i più caldi degli ultimi due secoli.

GHIACCIAIO GRAN PARADISO, FUSIONE DEL MANTO NEVOSO E DEL GHIACCIO ANOMALA PER IL PERIODO

Una situazione davvero anomala quella che continua imperterrita a mostrarsi ai nostri occhi dopo un inverno molto secco e mite, specie al nord Italia, seguita anche da una primavera che si appresta a concludersi con la fine del mese di maggio come una tra le più bollenti negli ultimi due secoli.

Ricordiamo che l’inverno appena passato è stato uno tra i più siccitosi di sempre, accompagnato anche da temperature piuttosto miti per tutta la stagione e dopo essere cominciato anche piuttosto positivamente con abbondanti nevicate tra il mese di novembre e quello di dicembre.

A quota 2850 del ghiacciaio Chardoney la neve si è esaurita in data 24 maggio, si tratta della data più precoce mai registrata ma anche di quella più precoce degli ultimi trent’anni.

A tale proposito la situazione viene spiegata dalla Società Meteorologica Italiana Nimbus, che tramite un post sul proprio profilo Facebook ha spiegato la gravità della situazione.

Gran Paradiso, situazione drammatica al ghiacciaio
Al ghiacciaio del Gran Paradiso la situazione appare drammatica, con la neve che in data 24 maggio si è fusa totalmente fino a quota 2850 metri. Si tratta di un evento mai registrato prima.

Una stagione di accumulo scarsissima di nevicate e un maggio che probabilmente diverrà il più caldo in oltre due secoli al Nord-Ovest italiano si sono alleati nel determinare una fusione della neve straordinariamente precoce in alta quota. Alla stazione meteorologica SMI di fronte al Ghiacciaio Ciardoney (2850 m, Gran Paradiso) le immagini webcam mostrano che in corrispondenza dell’asta nivometrica il manto nevoso si è esaurito stamattina, 24 maggio. Si tratta della data più precoce non solo del breve periodo di tele-osservazione della neve da webcam (dal 2013), con un anticipo di un mese e mezzo rispetto al consueto, ma anche di tutto il trentennio in cui, dal 1992, si è svolto il bilancio di massa (non si è mai riscontrato il pianoro frontale del ghiacciaio libero dalla neve già tra fine maggio e inizio giugno). Inoltre, con ragionevole probabilità l’eccezionalità si estende nel passato a un periodo molto più lungo, forse ultrasecolare, tenendo presenti i dati meteorologici di Torino che in 220 anni non hanno mai evidenziato una simile combinazione di caldo e siccità invernale-primaverile. E’ possibile che alcune nevicate avvengano ancora nelle prossime settimane (è normale, a quelle quote), ma è difficile che ciò cambi radicalmente le premesse di una stagione che, anche qualora l’estate non fosse così calda, si annuncia fin da ora molto negativa per il bilancio dei ghiacciai alpini. Se poi consideriamo che i modelli di previsione stagionale dei principali centri di calcolo sono allineati nell’intravedere un periodo giugno-agosto ben più caldo della media in Europa (https://climate.copernicus.eu/charts/c3s_seasonal/) … le probabilità di assistere a una deglaciazione massiccia nel 2022 sono molto elevate.

Ulteriori notizie dal ghiacciaio la prossima settimana, quando prevediamo di salire per la valutazione del (magro) bilancio invernale e per ripristinare la trasmissione dei dati meteo in tempo reale su http://www.nimbus.it/moncalieri/ciardoney/ciardoney.asp.

Sempre attraverso i report della Società Meteorologica Italiana Nimbus è possibile risalire ai dati dei ghiacciai della Valle D’Aosta e del Nord Est, dove la situazione non è stata migliore.

Quel che è certo è che per il Ghiacciaio del Gran Paradiso questa è sicuramente una condizione molto anomala.

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