16 anni fa moriva Giovanni Paolo II, il Papa che adorava il Gran Sasso

2 aprile 2005. Alle 21:37 italiane muore Papa Giovanni Paolo II. Quando venne data la notizia ufficiale, le migliaia di persone raccolte spontaneamente davanti alla Basilica di San Pietro diedero vita a una veglia di preghiera che praticamente si svolse senza sosta fino al giorno del funerale, venerdì 8 aprile.

Il Gran Sasso d’Italia era tra le montagne che più amava forse perché gli ricordava i Monti Tatra, in Polonia, e gli anni della sua giovinezza. Sulle balze delle cime più alte dell’Appennino Papa Wojtyla era stato, più o meno in segreto, oltre un centinaio di volte, a camminare in solitudine o a sciare, guardato discretamente a distanza da qualche collaboratore vaticano, da due o tre dirigenti del Centro Turistico Gran Sasso d’Italia, da alcuni funzionari della Polizia di Stato.

Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II, il Papa che amava la montagna abruzzese

 

In Abruzzo andò ufficialmente 6 volte e poi altre 35 volte in visita privata. Andò molte volte anche a Ovindoli solo pochi anni prima dell’inizio del suo pontificato, poi si fermò a Campo Imperatore e in altre località abruzzesi dove si sentiva un pò a casa.

L’Abruzzo non lo ha mai dimenticato tanto che gli è stato dedicato anche un santuario, a San Pietro della Ienca, il primo che porta il suo nome in Europa. Centinaia sono gli scatti che lo ritraggono mentre scia sulle piste innevate abruzzesi o mentre passeggia per i sentieri delle montagne che per lui erano diventate un vero e proprio rifugio.