Maria Teresa e Volpino, una storia d’amore diventata tragedia per crudeltà dell’essere umano

Anche per i nostri amici a quattro zampe è stata istituita una giornata di festa, ed è stato scelto il 26 di agosto.

Un giorno importante dove si parla dell’importanza di questo fantastico animale, il cane, capace di illuminarci le giornate sia quelle belle che quelle un pò meno.

A testimoniarne l’importanza questa storia che nella tragicità risulta essere di grande insegnamento.

Siamo a Sulmona in Abruzzo ed è il 1977 e Maria Teresa è una bimba con un amore particolare per gli animali e per i cani. In quell’estate incontra un cane randagio al quale si affeziona, prendendosi cura di lui.

I due passano giornate intese insieme fino a quando la storia si trasforma in tragedia, e un giovedì come tanti altri Maria non riesce a trovare Volpino.

La piccola si rende conto dell’accaduto solamente quando vede l’uomo dell’accalappiacani, implorandolo di liberare Volpino.

L’uomo però non fece caso alle richieste della bimba e non ebbe neppure un minimo di ripensamento, perchè quel cane era privo di medaglietta e dunque era da considerarsi randagio.

Così riferisce alla bambina che il cane verrà portato al canile e poi soppresso dopo qualche giorno. Maria Teresa piange disperata sotto gli occhi dei testimoni, tanto che anche la mamma sente le sue urla e scende in strada.

La corsa disperata in ospedale non produce però un esito positivo, il suo cuore ha smesso di battere.

Dopo la tragedia papà Italo e mamma Anna Masci decidono di adottare Volpino, e nel maggio del 1984 una statua di bronzo è stata eretta nella aiuola di fronte alla scuola elementare di Viale Togliatti.

Sulla targa c’è scritto : “Maria Teresa aveva solamente chiesto di poter vivere con il suo cagnolino randagio”.

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