Tra Abruzzo e Lazio, il valico si prepara al foliage. Nelle prossime settimane il bosco cambierà volto, trasformando anche il viaggio lungo la strada in un’occasione per osservare l’autunno sull’Appennino.
Quando arriva l’autunno, Forca d’Acero regala uno dei paesaggi più belli dell’Appennino. La strada attraversa le faggete, curva dopo curva, mentre le foglie accendono il bosco di giallo, arancio e rosso. I colori accompagnano il percorso, si allargano sui versanti e incorniciano le montagne che circondano il valico.
Siamo a circa 1.530 metri di quota, lungo la strada che collega Opi, in Abruzzo, a San Donato Val di Comino, nel Lazio. Forca d’Acero è una delle porte del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: un luogo in cui si può apprezzare il paesaggio già dal finestrino, ma che invita anche a fermarsi negli spazi consentiti e a proseguire a piedi nel bosco.
La strada, le faggete e le radure
Il fascino di Forca d’Acero sta nel continuo alternarsi di ambienti. Per lunghi tratti la strada è immersa tra gli alberi; poi la faggeta si apre e lascia spazio alle radure, alla luce e alla vista sulle montagne. Nei dintorni del passo si trovano Macchiarvana, Campo Rotondo e Campo Lungo, luoghi che permettono di scoprire il paesaggio oltre la carreggiata.

La strada di Forca d’Acero immersa nei colori del foliage. Foto di repertorio.
Il foliage non raggiunge il suo culmine ovunque nello stesso giorno. Quota, esposizione e andamento del tempo cambiano i tempi e le sfumature del bosco. Nelle prossime settimane, quindi, il paesaggio potrà trasformarsi rapidamente: dalle prime chiome ingiallite fino ai colori più intensi dell’autunno.
Dove si trova Forca d’Acero e quando vedere il foliage
Forca d’Acero è un valico a circa 1.530 metri di quota tra Abruzzo e Lazio. Si raggiunge percorrendo la strada che sale da Opi, sul versante abruzzese, oppure da San Donato Val di Comino, su quello laziale. Già lungo il tragitto si attraversano tratti di faggeta che in autunno cambiano colore; nei dintorni del passo si aprono anche le radure di Macchiarvana, Campo Rotondo e Campo Lungo.
Come spiegavamo nel paragrafo precedente, non c’è una data uguale ogni anno per il momento migliore del foliage. Il cambiamento delle foglie dipende dalle temperature, dalla quota e dall’andamento della stagione. Per questo vale la pena seguire l’evoluzione del bosco nelle prossime settimane, senza dare per scontato che i colori mostrati nelle foto di repertorio siano già quelli visibili oggi.
Chi percorre la strada per fotografare il paesaggio deve fermarsi solo dove la sosta è consentita e in condizioni di sicurezza. Anche davanti a una volpe o a uno scorcio particolarmente bello, non bisogna arrestarsi sulla carreggiata o ostacolare gli altri veicoli.
Questo aggiunge le informazioni pratiche che un lettore potrebbe cercare, mantenendo il tono dell’articolo.
Le volpi lungo la strada: osservarle senza avvicinarle
Verso Forca d’Acero può capitare anche di incontrare animali selvatici. Tra quelli che attirano più spesso l’attenzione dei fotografi ci sono le volpi, talvolta molto confidenti. La loro vicinanza, però, non è un invito ad avvicinarsi: è importante mantenere le distanze, non offrire cibo e non fermarsi in mezzo alla strada per scattare fotografie.
Un animale che si abitua ad aspettare cibo vicino alle auto può esporsi a pericoli. Anche una sosta improvvisa sulla carreggiata può creare rischi per chi guida, per gli altri visitatori e per l’animale stesso. La fotografia più bella è quella ottenuta rispettando la fauna e lasciandole spazio.
L’attesa del vero autunno
Quando il foliage entrerà nel vivo, Forca d’Acero richiamerà con ogni probabilità moltissimi visitatori. È una delle mete autunnali più amate dell’Appennino, e nei prossimi articoli racconteremo anche altre località in cui seguire il cambiamento dei boschi.

Due volpi nel bosco di Forca d’Acero. Gli animali selvatici vanno osservati a distanza, senza avvicinarli o offrire loro cibo. Foto di Emanuele Valeri, immagine di repertorio.
Per ora il paesaggio è in trasformazione. Non resta che attendere il vero autunno e osservare, settimana dopo settimana, come la strada e le montagne di Forca d’Acero si accenderanno di nuovi colori.




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