Gran Sasso, Ferrata dei Ginepri chiusa. Villani: «Il Comune doveva intervenire». Ora un tavolo tra gli enti
Nei giorni scorsi Neve Appennino ha raccontato la vicenda della chiusura della Via Ferrata dei Ginepri, ex Ferrata Brizio, riportando anche le considerazioni e gli elementi forniti da Pasquale Iannetti sul tema della manutenzione e della gestione degli itinerari attrezzati del Gran Sasso.

L’ordinanza n. 36 del 4 settembre 2026 con cui il Comune di Pietracamela dispone la chiusura temporanea della Ferrata dei Ginepri, ex Brizio.
Per completezza di informazione abbiamo quindi deciso di interpellare direttamente anche il Comune di Pietracamela e il sindaco Antonio Villani, per ricostruire la posizione dell’amministrazione e comprendere quali siano stati i passaggi che hanno portato all’ordinanza di chiusura.
Dal confronto con il sindaco emerge un punto preciso: il Comune, una volta ricevuta una segnalazione ufficiale sulle condizioni della ferrata, ha ritenuto di non poter fare altro che intervenire con un provvedimento di chiusura a tutela della sicurezza.
Adesso, però, il vero nodo riguarda un altro aspetto: chi deve occuparsi concretamente della manutenzione e degli interventi necessari per consentire la riapertura della ferrata?
Ed è proprio per cercare di rispondere a questa domanda che il Comune di Pietracamela ha sollecitato un incontro tra gli enti coinvolti.
Villani: «Di fronte a una segnalazione ufficiale il Comune doveva intervenire»
La Via Ferrata dei Ginepri è stata chiusa con ordinanza del Comune di Pietracamela dopo una segnalazione relativa alla necessità di interventi di manutenzione e alle condizioni di un tratto dell’itinerario.
Il sindaco Antonio Villani, contattato da Neve Appennino, ha spiegato come l’amministrazione si sia trovata di fronte a una comunicazione ufficiale e abbia quindi dovuto adottare un provvedimento a tutela della sicurezza.
Il punto, secondo quanto spiegato dal sindaco, non sarebbe quindi quello di una scelta discrezionale del Comune di chiudere uno degli itinerari storici del Gran Sasso, quanto piuttosto della necessità di intervenire dopo aver ricevuto una segnalazione formale.
L’ordinanza prevede l’interdizione della ferrata fino al ripristino delle condizioni necessarie per una fruizione in sicurezza.
Il nodo principale: chi deve occuparsi della manutenzione?
Una volta chiuso il percorso, resta aperto il problema più complesso: individuare il soggetto competente per la manutenzione e per gli interventi necessari al ripristino.
Il quadro non appare semplice, anche perché la Via Ferrata dei Ginepri si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nella gestione della rete escursionistica e alpinistica possono entrare in gioco competenze diverse.
È proprio questo, secondo quanto riferito dal sindaco Villani, uno degli aspetti che oggi impediscono di arrivare rapidamente a una soluzione definitiva.
Il 25 settembre la richiesta di incontro agli enti
Per cercare di superare questa fase di incertezza, il Comune di Pietracamela ha deciso di promuovere un confronto tra tutti i soggetti interessati.
Nella giornata del 25 settembre 2026, secondo quanto riferito dal sindaco, è stata inviata una comunicazione con la quale viene sollecitato un incontro tra gli enti e gli organismi coinvolti nella vicenda.
Tra i soggetti chiamati al confronto figurano Regione Abruzzo, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Soccorso Alpino e Collegio delle Guide Alpine, insieme agli altri organismi competenti.
L’obiettivo è arrivare a una definizione più chiara delle competenze e capire quale percorso amministrativo e operativo possa consentire di effettuare gli interventi necessari sulla ferrata.
In altre parole, il Comune prova ora a spostare la questione dalla fase della chiusura a quella della soluzione.
La legge regionale REASTA e il ruolo delle aree protette
Sul tema della gestione degli itinerari montani abruzzesi esiste anche un quadro normativo specifico.
La Legge regionale Abruzzo 27 dicembre 2016, n. 42 ha istituito la REASTA, Rete Escursionistica Alpinistica Speleologica Torrentistica Abruzzo, disciplinando diversi aspetti legati alla gestione e all’organizzazione della rete dei percorsi montani regionali.
La normativa è stata poi interessata dalla sentenza n. 180 del 2019 della Corte costituzionale, che ha inciso sul rapporto tra le competenze previste dalla legge regionale e quelle degli enti gestori delle aree naturali protette.
La Corte ha stabilito, tra le altre cose, che all’interno delle aree protette le funzioni di gestione e organizzazione della REASTA devono essere esercitate nel rispetto del piano, del regolamento e delle misure di salvaguardia dell’area protetta.
Per quanto riguarda i parchi nazionali, la stessa sentenza ha inoltre ribadito la centralità del ruolo dell’Ente Parco, prevedendo che determinati interventi siano subordinati al relativo nulla osta.
Un quadro che contribuisce a spiegare perché, nel caso della Via Ferrata dei Ginepri, l’individuazione del soggetto chiamato materialmente a intervenire possa richiedere il coinvolgimento di più enti.
Ferrata dei Ginepri, una vicenda che va oltre la singola chiusura
La questione della Via Ferrata dei Ginepri non riguarda soltanto un singolo itinerario.

Escursionisti impegnati su una via ferrata del Gran Sasso. Immagine a corredo dell’articolo sulle vie attrezzate
Il tema investe più in generale la gestione, la manutenzione e l’individuazione delle responsabilità sugli itinerari attrezzati del Gran Sasso, soprattutto quando questi ricadono all’interno di un parco nazionale.
Si tratta di percorsi sottoposti continuamente all’azione di neve, ghiaccio, forti escursioni termiche, caduta di pietre ed erosione, condizioni che rendono necessari controlli e manutenzioni periodiche.
La vicenda riporta quindi al centro dell’attenzione un tema che da tempo interessa frequentatori della montagna, guide, associazioni e amministrazioni: stabilire in maniera chiara chi debba controllare, mantenere e, quando necessario, ripristinare questi itinerari.
Ora si attende il confronto tra gli enti
Il prossimo passaggio sarà capire quando verrà convocato il confronto richiesto dal Comune di Pietracamela e quali decisioni emergeranno dal tavolo.
La posizione espressa dal sindaco Villani consente intanto di chiarire un primo elemento: l’ordinanza è arrivata dopo una segnalazione formale e il Comune ha ritenuto necessario intervenire per ragioni di sicurezza.
Adesso la questione non è più soltanto perché la ferrata sia stata chiusa.
La domanda centrale diventa un’altra: chi deve intervenire per sistemarla e consentirne la riapertura?
Ed è proprio a questa domanda che il confronto tra gli enti dovrà cercare di dare una risposta.




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