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Molto probabilmente, quando viene chiamato in causa il famoso febbraio 2012, subito balza nell’onere dei ricordi la storica nevicata che interesserò più di mezza Italia. Fu storica in primo luogo perché nevicò in moltissime zone costiere e di pianura, non solo del versante Adriatico ma, anche e soprattutto, di quello tirrenico; in secondo luogo perché alcune zone osservarono accumuli nevosi estremamente ingenti, addirittura superiori ai 3-4 metri tra i rilievi di Marche e Abruzzo (soprattutto). Chi ha vissuto in prima persona quei giorni ricorderà tutto della cronaca che riempì pagine di giornale e servizi televisivi, in quanto si trattò di un evento davvero importante che solitamente si ripete una volta ogni 10-15 anni (ad eccezione dell’evento nevoso di questo 2017, in questo caso la distanza dal 2012 è stata di appena cinque anni).

neve 2012 3Dall’Appennino emiliano-romagnolo a quello molisano, tra il 3 e il 4 Febbraio, ma anche tra l’11 e il 16 febbraio, si verificarono precipitazioni nevose davvero da record, tant’è che in moltissime località montane il manto nevoso superò, a tratti, i 200 cm! Come dimenticare, a riguardo, la grande nevicata che investì le Marche, in maniera particolare la provincia di Pesaro-Urbino, ove la neve cadde senza sosta per più e più giorni, accumulando al suolo qualcosa come 250/300 cm. Lungo le coste del versante Adriatico le precipitazioni risultarono altrettanto copiose, basti pensare che a Pescara caddero complessivamente ben 50 cm di neve, mentre nei pressi di Silvi Marina se ne misurarono ben 60 cm nella notte del 10 Febbraio. Sempre nelle Marche, nel comune di Mondavio, si toccarono i 2 metri di neve nelle zone esposte al Grecale, mentre a Montecopiolo nevicò incessantemente per ben 18 giorni, con un accumulo nevoso che in questo caso raggiunse i 4 metri (con picchi fino a 6 metri nelle zone più alte). Nella città di Urbino caddero ben 318 cm di neve, una delle nevicate più copiose che si ricordi a memoria uomo.

neve 2012 2In Abruzzo si stabilirono dei veri e propri record di freddo; Piani di Pezza, pensate, sfiorò ripetutamente i -40°C, fermandosi all’incredibile valore di -37,4°C. Anche a Tagliacozzo vennero sfiorati i -30°C, ma in generale in tutta la dorsale appenninica le temperature si mantennero molto basse per un lungo periodo di tempo. Sulle cime del Gran Sasso e della Maiella cadderà complessivamente fino a 5 metri di neve e moltissimi paesi rimasero isolato per moltissimi giorni. Una nota finale vogliamo dedicarla anche alla storica nevicata che imbiancò Roma, che nei quartieri più alti registrò accumuli nevosi anche superiori ai 20/25 cm. Di certo un evento storico che non verrà dimenticato così facilmente da molti.

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