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Gran bel ritrovamento quello di stamane lungo il torrente Vela che scende tra i territori di Pacentro e Passo San Lorenzo. Stiamo parlando della Salamandra appenninica, un bellissimo anfibio che presenta un’accesa colorazione maculata nera e gialla. La Salamandra appenninica (Salamandra salamandra gigliolii) è un anfibio Urodelo dall’aspetto estremamente tozzo ma allo stesso tempo molto robusto, che in media raggiunge circa i 20 cm di lunghezza, con alcuni esemplari (specie in età adulta) che sovente sfiorano, pensate, i 30-35 cm. Ha un corpo molto lucente cui campeggia una ben visibile colorazione nera e gialla che contradistingue questo anfibio da altri della stessa specie; questa vivace colorazione, detta aposematica, viene per lo più utilizzata da questa Salamandra per difendersi dai predatori, in special modo alcuni rettili del genere Natrix e alcuni uccelli come ad esempio i Corvidi, in quanto ha la capacità di secernere una sostanza molto irritante che riveste tutta la superficie del corpo.

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La Salamandra appenninica è una specie molto attiva soprattutto durante le ore notturne e in giornate caratterizzate dalla presenza di elevati tassi di umidità, ma è facile incontrarla anche durante la pioggia o in presenza di nebbia con temperature comunque non troppo basse. Frequenta in particolar modo ambienti attraversati da piccoli corsi d’acqua, fondamentali per la loro riproduzione. A giocare un ruolo fondamentale nel determinare la distribuzione della specie sono anche la struttura e le caratteristiche dei corsi d’acqua, nei quali avviene la deposizione delle larve. Si tratta in linea di massima di piccoli torrenti caratterizzati da poca profondità, dall’andamento naturale e con la presenza di molti rifugi e un substrato ben diversificato.

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Molto importante è anche la qualità dell’acqua, perché solitamente la Salamandra appenninica depone le uova in torrenti per nulla inquinati e con un’ampia disponibilità di macroinvertebrati (come larve di insetto e piccoli crostacei) di cui si nutrono le larve. Sono animali che hanno prevalenti abitudini sedentarie, soprattutto le femmine, e rimangono assai fedeli ai loro rifugi; qui infatti trovano riparo in gran numero, specie durante la stagione invernale nel periodo di latenza. Contrariamente alle credenze popolari la Salamandra è assolutamente innocua per l’uomo; l’unica precauzione da prendere è quella di non toccarsi gli occhi dopo averla presa in mano, in quanto il muco potrebbe causare fastidiose irritazioni. Ringraziamo per le foto Pierpaolo Piccoli.

Salamandra

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