L’Etna continua a dare spettacolo. Nelle ultime ore il vulcano siciliano ha mostrato una fase eruttiva particolarmente suggestiva, con attività esplosiva dal cratere Voragine, colate laviche e più bocche effusive aperte lungo il versante orientale. Un’attività che sta regalando immagini impressionanti, soprattutto nelle ore notturne, quando il rosso della lava illumina la parte sommitale e i fianchi del vulcano.

Eruzione sull’Etna, lo spettacolo piroclastico nella notte
A raccontarci questa mattina, 10 agosto, quanto sta accadendo direttamente dall’Etna è Marco Tomasello, Guida Vulcanologica, che si trova sul posto.
«In questo momento c’è attività esplosiva dal cratere Voragine con una colata lavica che ricade dentro il cratere di Nord-Est. Nello stesso momento si sono aperte delle fratture eruttive in Valle del Leone con delle bocche effusive a quota 2.700 e 2.300 metri. I fronti lavici più avanzati sono arrivati a circa 2.000 metri».
Le osservazioni effettuate sul terreno descrivono dunque un sistema eruttivo articolato, con attività contemporanea nella zona sommitale e lungo il fianco del vulcano.
Etna, attività esplosiva dalla Voragine e lava lungo i fianchi
La situazione osservata da Tomasello si inserisce nella fase eruttiva iniziata nei giorni scorsi e seguita costantemente dall’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Già l’8 agosto l’INGV aveva comunicato il proseguimento di una intensa attività esplosiva al cratere Voragine, con fasi alternate di maggiore e minore intensità. Le esplosioni risultavano prodotte da almeno tre bocche localizzate tra la Voragine e il Cratere di Sud-Est.
Particolarmente interessante è l’attività effusiva sviluppatasi più in basso. Secondo il sopralluogo dell’INGV dell’8 agosto, la bocca apertasi il giorno precedente in Valle del Leone, attorno ai 2.750 metri, continuava ad alimentare un complesso campo lavico. Uno dei fronti aveva raggiunto circa 1.850 metri di quota, poco sopra Monte Simone.
Nella stessa giornata era stata individuata anche una nuova bocca eruttiva nei pressi di Monte Rittmann, in Valle del Bove, attorno ai 2.360 metri, accompagnata inizialmente dalla formazione di due modesti flussi piroclastici dovuti al collasso e alla rapida mobilizzazione del materiale incoerente durante la formazione della bocca. Il campo lavico prodotto da questa attività aveva raggiunto circa 2.100 metri.
Le quote indicate questa mattina dalla guida vulcanologica Marco Tomasello rappresentano quindi una osservazione più recente effettuata direttamente sul terreno, con i fronti più avanzati segnalati attorno ai 2.000 metri.
Una fase eruttiva iniziata nei giorni scorsi
La nuova fase dell’Etna aveva mostrato un netto incremento già tra il 6 e il 7 agosto. Nella mattinata del 7 agosto l’INGV segnalava una forte attività esplosiva dal cratere Voragine, dopo una precedente fase di fontana di lava. Era presente anche una nube eruttiva diretta verso sud-sudovest, con ricaduta di materiale cineritico segnalata a Ragalna e Adrano.
Nello stesso aggiornamento venivano confermati flussi lavici nella Valle del Leone e l’apertura, intorno alle 7:30 UTC, di una nuova bocca eruttiva a circa 2.750 metri. Il tremore vulcanico aveva raggiunto valori elevati, con la sorgente localizzata in corrispondenza del cratere Voragine a circa 3.000 metri sul livello del mare.
Negli ultimi giorni l’attività ha quindi continuato a modificarsi, alternando esplosioni, attività stromboliana, emissioni di cenere e colate laviche, rendendo lo scenario particolarmente dinamico.
Cenere vulcanica e disagi all’aeroporto di Catania
Lo spettacolo naturale sta però producendo anche conseguenze sulla circolazione aerea. Nella mattinata di oggi, 10 agosto, la presenza di cenere vulcanica in atmosfera ha determinato nuove limitazioni all’aeroporto di Catania.
Secondo la comunicazione della società di gestione SAC riportata questa mattina, è stata disposta la chiusura degli spazi aerei corrispondenti alla nube vulcanica nel settore sud-occidentale e sono stati sospesi gli arrivi fino alle ore 17:00, salvo successive modifiche legate all’evoluzione dell’eruzione e alle condizioni meteorologiche. Ai passeggeri è stato consigliato di controllare lo stato del proprio volo prima di raggiungere lo scalo.
Nella notte tra il 9 e il 10 agosto è stata inoltre segnalata ricaduta di cenere in alcuni centri dell’area etnea, mentre dal vulcano continuavano a essere visibili emissioni cariche di materiale vulcanico.
Uno spettacolo straordinario, ma l’Etna resta un vulcano attivo
Le immagini provenienti dal vulcano sono certamente spettacolari: fontane e getti incandescenti, esplosioni dalla zona sommitale e lunghi percorsi di lava disegnano nella notte uno scenario quasi irreale.
Dietro la bellezza delle immagini c’è però un vulcano pienamente attivo e in continua evoluzione, sottoposto al monitoraggio dell’INGV. L’assetto delle bocche, l’alimentazione delle colate e l’intensità dell’attività esplosiva possono cambiare anche rapidamente.
Le prossime ore permetteranno di comprendere meglio l’evoluzione di questa nuova fase eruttiva.
Un ringraziamento a Marco Tomasello, Guida Vulcanologica, per l’aggiornamento e le informazioni raccolte direttamente sull’Etna.





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