Erminio Di Carlo, il paleontologo autodidatta che scoprì il mare ai piedi della Majella

I fossili hanno suscitato da sempre la curiosità di filosofi, scrittori, scienziati, oltre che di persone comuni, facendo formulare loro numerose ipotesi di cui alcune davvero bizzarre. A tale proposito, Erminio Di Carlo è stato un ricercatore scrupoloso, presidente dell’associazione Majella Madre e fondatore del museo geopaleontologico di Palena. Di Carlo ha dedicato la vita alla ricerca e allo studio di reperti fossili della Majella e dei monti Morrone e Porrara.

Da perfetto autodidatta è vissuto in un’osmosi fruttuosa con il mondo accademico. “Tutto ciò che riesco a scoprire, raccogliere e collezionare, lo sottopongo allo studio delle diverse Università“. Sempre disponibile a rilasciare informazioni soprattutto agli studenti, occupa tutt’ora un ruolo importante della geopaleontologia nazionale, lui che con ironia amava definirsi “non un geologo. non un paleontologo ma solo Erminio Di Carlo“.

Le sue ricerche hanno svelato tasselli importanti della geopaleontologia portando per il territorio della Majella orientale le lancette della storia a tredici milioni di anni fa, al Miocene medio. Di quel periodo Erminio trovò diversi fossili oggi conservati nel museo geopalentologico di Palena: lo Spratelloides gracilis, oggi estinto nel Mediterraneo; il Fanteichthys torricellensis (dedicato allo scrittore John Fante, originario di Torricella Peligna) e Ranzania zappai (in onore del musicista Frank Zappa). Poi trovò il fossile di un raro pesce dragone – nel mondo ce ne sono solo tre – che l’università di Pisa ha chiamato, in onore dello stesso Di Carlo, Abruzzoicthys Erminioni.

Di Carlo è conosciuto soprattutto per aver portato alla luce il rarissimo Prolagus, piccolo vertebrato (18 centimetri dalla testa alla coda) simile al coniglio, vissuto sei milioni di anni fa e rinvenuto alle pendici del Porrara, a Capo di Fiume (sorgenti dell’Aventino). Perché Erminio aveva scoperto le prove che testimoniavano la presenza del mare fino a Palena, quando la Majella, il Porrara (monte che sovrasta Palena) e il Gargano erano le punte emerse di un grande arcipelago. Sono trascorsi milioni di anni da quel periodo, detto Messiniano, ma le testimonianze, i reperti fossili, sono giunti fino a noi anche grazie a Erminio Di Carlo.

 

 

 

Fonte: ilcentro.it/chieti/di-carlo-il-genio-autodidatta-che-scopr%C3%AC-il-mare-ai-piedi-della-maiella-1.1462526