Dispersi Velino: sospese le ricerche. Le parole del responsabile protezione civile

Dispersi Velino: sospese le ricerche, si ricomincia domani.

Sospese intorno alle ore 17:30 di oggi, per il sopraggiungere del buio, le operazioni nella valle Majelama, sul massiccio del Monte Velino, per ricercare le quattro persone disperse dalla serata del 24 gennaio.

Le attività odierne sono iniziate intorno alle ore 7:00 con il trasporto in quota di ponti radio utili per comunicare con il campo base sito a Forme (L’Aquila) e di soccorritori “sentinelle” che si sono andati a posizionare in punti strategici delle creste montuose per monitorare la stabilità del manto nevoso a tutela dell’incolumità degli operatori. Successivamente sono state elitrasportate sul posto le unità cinofile e delle squadre del Soccorso Alpino che hanno effettuato diversi tentativi di ricerca sul fronte della valanga che risulta molto ampio, ricerche purtroppo ancora senza esito. Insieme al Soccorso Alpino, gli operatori della Guardia di Finanza e gli uomini dei Vigili del Fuoco.

Tre gli elicotteri impiegati, due di questi ultimi enti e uno del 118 della Regione Abruzzo. Circa 60 gli operatori del Corpo intervenuti nella giornata odierna. Domani le ricerche proseguiranno a partire dalle ore 7:00 circa.

Dispersi Velino

Dispersi Velino soccorritori al lavoro

La situazione è quella che ci aspettavamo” – afferma Silvio Liberatore, Dirigente della Protezione Civile Regionale – “da ieri dopo il tavolo tecnico che si è svolto ieri sera alla base allestita. Il bel tempo di oggi ha permesso una maggiore visibilità ma c’è alta pressione, vento molto forte, temperaatura molto rigide quindi l’azione di ricerca è abbastanza complessa in quanto i mezzi aerei viaggiano con molta difficoltà mentre da l’azione da terra è altrettanto difficile perchè c’è un pericolo valanghe molto alto, rischio 5. Si cerca di arrivare in quota con l’ausilio dell’elicottre che fa calare un numero indispensabile di unità di ricerca perchè è una zona ad alto pericolo. Con le unità cinofile stiamo facendo la ricerca e ci sono circa trenta persone. Adesso qualcuno è risceso, gli operatori si danno il cambio in quanto la temperatura è al limite della sopportazione anche per il personale più preparato ed esperto. Tra ieri e la notte scorsa il vento e le nevicate hanno accumulato nella zona uno strato molto alto e profondo di neve fresca che si è andata ad appoggiarsi sulla neve precedente, tra cui la slavina. Nella zona attualmente non ci sono elementi di tracce visive che possano darci indicazioni. Ormai c’è uno strato completamente nuovo. Procediamo con le unità cinofile e le strumentazioni per ricerca metalli, tra l’altro è anche una zona molto rischiosa per il personale di ricerca proprio per il rischio valanghe molto alto. Ma non abbandoniamo mai la speranza“.