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Orso

Cuccioli di orso e rapporto con la madre.
In Appennino accade assai di rado che le femmine trascorrano una seconda estate o addirittura un terzo inverno con i propri cuccioli.

La fotografia ritrae un cucciolo appena allontanato dalla madre. Il distacco di un cucciolo avviene tra la prima settimana di maggio e i primi di giugno del secondo anno di vita, in coincidenza con la stagione riproduttiva. Nella maggior parte dei casi è l’avvicinamento di un maschio che si vuole accoppiare con la madre ad innescare la separazione.

Orso
Cucciolo di orso si separa dalla madre. Fonti: Words Elisabetta Tosoni
Photo © Umberto Esposito / Bruno D’Amicis

Ma un’orsa allontana il piccolo solamente se ritiene che questo sia ormai in grado di badare a sé stesso e che ci sia sufficiente cibo in giro per sopravvivere. Il distacco non è indolore per i giovani, ma avviene molto rapidamente, nel giro di pochi giorni. Nel caso di cucciolate di 2 o più piccoli, fratelli o sorelle possono rimanere insieme anche per un lungo periodo: l’unione fa la forza.

Negli orsi, la femmina è l’unica a dedicarsi alle cure parentali e i cuccioli passano i primi mesi ad osservare attentamente i comportamenti della loro maestra. Essa insegna loro cosa mangiare e dove trovarlo, come scegliere le zone di rifugio, le tane e come comportarsi con altri orsi o altri animali. Per questi animali, la vita non è fatta di solo istinto, ma si basa su un lungo, primo anno di formazione e apprendimento.

Tra maggio e luglio, le famiglie trascorrono ore intere a piegare i rami degli alberi per mangiarne le prime foglie, a brucare o a rovistare sotto i sassi alla ricerca di insetti. All’inizio i cuccioli imitano i movimenti della madre, ma come in un gioco, fanno acrobazie sui rami e sollevano le pietre per farle rotolare. Col passare del tempo, però, associano il comportamento della madre al cibo e non si lasciano più sfuggire nessun boccone. Le femmine possono allattare i cuccioli anche fino alla primavera successiva alla loro nascita, ma di solito già dopo pochi mesi questi ultimi hanno iniziato a sperimentare i primi cibi solidi e in autunno sono completamente svezzati.

Oltre a mangiare, i piccoli orsi giocano molto fra di loro e quando un cucciolo è solo, è la madre a dedicare più tempo a questa attività. Il gioco è una palestra di vita e la sua pratica è garanzia di sopravvivenza.

Restare o partire è un dilemma che i giovani maschi e femmine nei primi anni di vita devono affrontare. Giocare in casa, ovvero restare in un territorio di cui si conosce tutto, è molto vantaggioso per una femmina il cui obiettivo è quello di mantenersi in forma e in salute per riprodursi.

Certo c’è sempre il rischio di accoppiarsi con un consanguineo, ad esempio il padre. È possibile evitarlo per il fatto che ci sono sempre tanti altri maschi nei paraggi e le femmine hanno imparato ad a distinguerli. Le controindicazioni nascono dalle femmine imparentate e dominanti, come la madre, che potrebbero forzare le più giovani a non riprodursi. Insomma, se si resta, bisogna sapere aspettare il proprio turno. In definitiva le femmine di orso sono molto filopatriche e tendono, quindi, a sovrapporre il proprio territorio a quello della madre, formando una specie di “società” matriarcale. Restare è così allettante che, secondo alcuni studi condotti in Scandinavia, le giovani femmine entrano tra loro in una vera e propria competizione.

Fonte: l’orso e la formica

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