Sta facendo discutere una fotografia circolata nelle ultime ore sui social: un uomo è stato immortalato mentre percorreva la Direttissima del Corno Grande, sul Gran Sasso, scalzo e con un abbigliamento decisamente più adatto a una giornata al mare che a un itinerario di alta montagna.
Un’immagine che ha riacceso il tema della sicurezza e della preparazione con cui, soprattutto nelle settimane di maggiore affluenza, vengono affrontati alcuni degli itinerari più impegnativi dell’Appennino.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo, che ha richiamato escursionisti e frequentatori della montagna alla massima prudenza.

Un escursionista percorre scalzo e in costume un tratto della Direttissima del Corno Grande. L’immagine ha riacceso l’attenzione sull’importanza di affrontare gli itinerari di alta montagna con preparazione e attrezzatura adeguata
«La Direttissima non è un semplice sentiero escursionistico»
Il messaggio del CNSAS Abruzzo è molto chiaro: la Direttissima del Corno Grande non può essere affrontata come un normale percorso turistico.
L’itinerario conduce verso i 2.912 metri della Vetta Occidentale del Corno Grande e presenta tratti esposti e passaggi tecnici, dove esperienza, capacità di muoversi su terreno impervio e attrezzatura adeguata diventano elementi fondamentali per la sicurezza.
Anche le proposte escursionistiche guidate presenti nell’area del Gran Sasso descrivono la Direttissima come un percorso impegnativo, destinato a persone allenate e abituate a muoversi su terreni tecnici.
Il CNSAS Abruzzo, riferendosi più in generale alle fotografie che stanno circolando sul web, sottolinea come alcuni escursionisti siano stati osservati lungo la Direttissima con equipaggiamento non adeguato alle caratteristiche e alle difficoltà dell’itinerario.
L’invito è quindi a valutare attentamente le proprie capacità, le condizioni della montagna e la dotazione necessaria prima di intraprendere la salita.
Una stagione con numerosi interventi di soccorso
Il richiamo assume ancora maggiore importanza considerando l’elevata frequentazione del Gran Sasso durante il periodo estivo.
Il Soccorso Alpino evidenzia infatti l’altissimo numero di interventi già effettuati durante la stagione, ricordando come una parte fondamentale della sicurezza inizi ancora prima di mettere piede sul sentiero: informarsi sulle caratteristiche dell’itinerario, controllare le condizioni meteorologiche, scegliere l’attrezzatura corretta e soprattutto essere consapevoli delle proprie capacità.
Proprio sulla Direttissima, alla fine di giugno, un’escursionista era rimasta gravemente ferita dopo una caduta nella zona della Schiena d’Asino, a circa 2.700 metri di quota, rendendo necessario l’intervento delle squadre del CNSAS e dell’elisoccorso.
Un episodio diverso da quello fotografato in queste ore, ma che aiuta a comprendere la natura dell’ambiente nel quale ci si muove.
In montagna l’attrezzatura non è un dettaglio
Scarpe adeguate, abbigliamento idoneo, capacità di orientamento e conoscenza del percorso non sono elementi accessori.
In alta montagna le condizioni possono inoltre cambiare rapidamente: vento, temporali, nebbia e improvvisi cali della temperatura possono trasformare una situazione apparentemente tranquilla in una condizione molto più complessa.
È per questo che il messaggio lanciato dal Soccorso Alpino va oltre il singolo episodio dell’uomo fotografato scalzo sulla Direttissima.
Il problema riguarda più in generale l’approccio con cui si affronta la montagna durante i periodi di maggiore affluenza.
«Prima di partire informarsi, prepararsi e scegliere un itinerario adeguato alle proprie capacità è parte integrante della sicurezza in montagna», ricorda il CNSAS Abruzzo.
Un concetto semplice, ma particolarmente importante sul Gran Sasso: raggiungere una vetta non deve mai diventare più importante della capacità di tornare a valle in sicurezza.




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