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Continua la campagna #SOSLupo lanciata dal WWF Italia; una campagna che, lo ricordiamo, è nata contro piano di gestione del Lupo, che ne prevedeva un abbattimento controllato. Dopo il rinvio del 2 Febbraio è prevista per domani (giovedì 23 Febbraio) la Conferenza Stato-Regioni, vedremo in seguito cosa emergerà. Ora uno degli obiettivi del WWF Italia è quello di dimostrare che il lupo non è assolutamente il flagello degli agricoltori e che anzi, una convivenza tra essi non solo è possibile, ma in alcuni casi è divenuta persino realtà. Per questo è nata la “Fattoria #SOSLupo”, allestita nella giornata odierna nella sede nazionale del WWF Italia, sito a Roma. C’è da sottolineare, a riguardo, che alcune ricerche scientifiche effettuate negli ultimi anni, hanno messo in relazione che una convivenza tra il lupo e gli allevatori è assai possibile, come testimoniato anche dall’allevatore toscano Cristian Mussari, che non ha avuto nessun attacco da parte dei lupi grazie ad una speciale razza di cani, il pastore della Sila.

Pertanto, invece di procedere agli abbattimenti adottando queste misure nocive di cui tanto si parla nel Piano di gestione del lupo, si può ricorrere ad un’alternativa che sia in grado di rispondere a quelle che sono le esigenze di conservazione di questa specie. Riportiamo, per questo, alcune dichiariazioni del responsabile del programma Alpi del WWF Francia Jean-Christophe Poupet: “Nel corso degli ultimi 5 anni il numero di abbattimenti previsti è andato gradualmente aumentando, arrivando oggi ad almeno 36 capi ogni anno. Nel 2000 il governo francesce avviò un protocollo d’intervento per rispondere con forza alle pressioni degli allevatori come conseguenza dell’aumento degli attacchi da parte del lupo al bestiame. Tuttavia, c’è lupoda dire che queste misure non si sono rivelate particolarmente efficaci e anzi, per alcuni si sono rivelate anche piuttosto pericolose. L’Italia, da questo punto di vista, è ancora in tempo per non rischiare di commettere lo stesso errore della Francia; sarebbe assurdo e incredibile che un paese come l’Italia, che per lungo tempo ha rappresentato un modello di conservazione di una specie tanto importante come il lupo, compia oggi degli importanti passi indietro con misure di abbattimento legali“.

A fare da eco a quanto sottolineato da Poupet è anche Luciano Di Tizio, delegato del WWF Abruzzo: “La prevenzione è sicuramente la strada migliore, noi abruzzesi lo sappiamo bene da sempre. D’altronde il cane pastore abruzzese è un alleato davvero ottimo dei nostri allevatori e invece di pensare agli abbattimenti, bisognerebbe mettere a disposizione degli allevatori dei contributi per le misure di prevenzione, garantendo rimborsi in tempi rapidi laddove si presentino effettivamente dei danni“.

SOSLupo

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