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La vipera talpa non ha mai un atteggiamento aggressivo

Il veleno della vipera talpa ha una potenza letale molto alta

La vipera talpa israeliana, Atractaspis engaddensis, è un serpente velenoso appartenente alla famiglia Lamprophiidae e al genere Atractaspis, come il serpente stiletto.

La vipera talpa ha un corpo snello, cilindrico e robusto e non è molto grande. La sua lunghezza media si aggira tra i 50 e gli 80 centimetri, anche se ci sono esemplari che raggiungono il metro. Il colore del suo corpo è nero o comunque una tonalità molto scura di grigio. Ha un aspetto lucente perché le sue squame sono molto lisce.

La vipera talpa non ha mai un atteggiamento aggressivo

La testa è piccola, conica e indistinta dal collo. Il muso è largo, corto e appuntito, cosa che rende a volte difficile distinguerlo dalla coda che è pure corta e appuntita. Gli occhi sono molto piccoli, con la pupilla rotonda.

La vipera talpa preferisce predare i serpenti appena nati, ma può anche mangiare piccoli mammiferi come giovani roditori. La vipera talpa israeliana ha denti sporgenti che gli permettono di mordere anche senza aprire la bocca.

La vipera talpa può mordere anche senza aprire la bocca

La vipera talpa si muove lentamente, ha un carattere mite e non ha mai un atteggiamento aggressivo. Se provocato, può avvolgere il suo corpo in spire strette e scuotere la testa da un lato all’altro oppure vibrare violentemente.

Dal veleno della vipera talpa sono state isolate tre isotossine, denominate sarafotoxine S6a1, S6b e S6c, con una forte attività cardiotossica. Tutte e tre le sarafotoxine sono peptidi omologhi (quattro o meno di quattro residui di sostituzione) costituiti da 21 residui di amminoacidi. La loro struttura e attività sono nuove tra i componenti del veleno di serpente.

Il veleno della vipera talpa ha una potenza letale molto alta. L’azione del veleno è rapida e la morte deriva da effetti apparentemente neurotossici. Tuttavia, anche ad alte concentrazioni, il veleno non blocca le contrazioni dei muscoli scheletrici che vengono stimolate direttamente o indirettamente. L’azione più importante del veleno si osserva nella funzione del cuore nei topi anestetizzati, con o senza respirazione artificiale. I cambiamenti osservati nell’ecocardiogramma sono simili a quelli registrati nelle vittime umane e sono il risultato di un blocco causato da un’apparente azione diretta del veleno stesso sul cuore.

Fonte: animali-velenosi.it

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