Il capovaccaio Diego vola in Bosnia-Erzegovina

Diego è volato in Bosnia-Erzegovina. Il giovane capovaccaio era nato al CERM nel 2018 ed era stato liberato in Basilicata nel 2019 dall’Associazione CERM e da ISPRA nell’ambito del Progetto LIFE Egyptian vulture.
Il capovaccaio Diego ha compiuto un’impresa unica. Foto di Saverio Cacopardi

È la prima volta che si verifica un evento simile: nessuno degli altri 32 capovaccai nati al CERM e liberati in natura si era mai spinto ad est attraversando il Mare Adriatico. Dalla sua liberazione in avanti Diego era sempre rimasto in Italia, infatti non era migrato in Africa ma aveva trascorso in Sicilia i due inverni precedenti. Nel periodo primaverile ed estivo del 2020 era rimasto in un’area compresa tra Basilicata e Puglia.

Nella mattinata del 26 aprile 2021 Diego, rientrato dalla Sicilia il 2 aprile scorso, ha fatto tappa nel carnaio attivato nei pressi di Matera, dove è stato ripreso dalla telecamera dell’Associazione CERM che monitora la struttura. Terminata la sosta, Diego è partito ed ha puntato verso est; una volta giunto a Monopoli, sulla costa pugliese, si è alzato sino a 1.800 metri di quota ed ha sorvolato l’Adriatico in un tratto di mare lungo 190 km. Dopo tre ore e mezzo di volo, alla velocità media di 54 km/h, ha raggiunto la costa della ex-Yugoslavia ed il giorno seguente si è diretto verso nord.

Capovaccaio

Il tragitto compiuto da ll capovaccaio Diego

È molto probabile che il giovane capovaccaio abbia seguito i numerosi rapaci che, in quel tratto, attraversano l’Adriatico per raggiungere l’Est europeo, in particolare albanelle pallide, falchi pecchiaioli, falchi cuculi, lodolai e falchi pescatori.

È straordinario ed entusiasmante poter seguire costantemente i suoi imprevisti spostamenti, tipici dei giovani erratici. Ciò è possibile anche grazie al supporto della VCF Vulture Conservation Foundation che ha messo a disposizione del progetto dispositivi GPS e ne sostiene i costi di trasmissione dati.