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A Campo Imperatore tre escursionisti sono stati colpiti da un fulmine

Campo Imperatore, uno è grave

Campo Imperatore. Il fatto è accaduto poco prima delle 13. I tre escursionisti sono stati sorpresi dal temporale e colpiti da un fulmine. Uno di loro è stato preso in pieno ed è in condizioni gravi. Sul posto, oltre all’elicottero del 118, anche il Soccorso alpino.

A Campo Imperatore tre escursionisti sono stati colpiti da un fulmine

Dopo neanche 24 ore dalla tragedia che ha visto protagonista Alberto Balocco, anch’egli colpito mortalmente da un fulmine mentre passeggiava in mountain-bike, un’altro episodio che ha visto protagonisti Madre Natura e l’uomo.

È inutile fare processi alle intenzioni, ma frequentare zone di montagna quando vige un’allerta gialla per temporali…beh…non è mai una buona idea.

A tale proposito, non finiremo mai di proporvi i consigli del meteorologo Filippo Thiery riguardo il comportamento da tenere quando si sta per avvicinare un temporale, un po’ come è accaduto a Campo Imperatore.

Dunque, una delle false credenze più diffuse e potenzialmente più dannose, parlando di prevenzione del rischio e nello specifico di quello associato ai fenomeni temporaleschi, riguarda l’avvertenza di stare lontani dagli oggetti metallici o contenenti metallo, e di liberarsi di quelli che si indossano (catenina, orologio, braccialetto, anelli) o si portano con sè (cellulare, kindle, lettori mp3, macchina fotografica, chiavi, piccozza, moschettoni, bicicletta, ecc.).

E’ un luogo comune tanto diffuso quanto pericoloso, perché fa sì che molte persone (le ho viste con i miei occhi), sorprese da un temporale in luoghi fortemente a rischio come la cresta o la vetta di una montagna, perdano minuti preziosi a scavare una buca per il gesto – totalmente inutile – di seppellire il braccialetto, l’orologio o le chiavi di casa, in modo da poterli tornare poi a recuperare (o magari di renderli “inoffensivi” rispetto al loro fantomatico potere di attirare i fulmini), restando quindi stupidamente esposti durante questa demenziale operazione, invece di sbrigarsi a trovare un posto più riparato.

Campo Imperatore, nessun luogo all’aperto è sicuro

Fermo restando che all’aperto nessun luogo è sicuro, ivi compreso Campo Imperatore, i fattori determinanti per capire dove si abbatteranno con maggior frequenza e probabilità le scariche elettriche non riguardano il materiale bensì la forma degli oggetti, in particolare i bersagli privilegiati sono quelli alti (alberi, pali, tralicci), o comunque sporgenti rispetto a un ambiente circostante più basso (come anche una singola persona in un luogo piatto, tipo un vasto prato o una spiaggia), soprattutto se isolati (quindi stare sotto un albero isolato è molto più pericoloso di stare nel folto del bosco), e quelli di forma appuntita (ombrelli, canna da pesca, ecc.), di qualsiasi materiale siano fatti.

Le montagne, rientrando sia fra i luoghi più alti del territorio circostante (a maggior ragione se sono cime isolate), sia nella forma appuntita (specie le zone di cresta o di vetta), vengono colpite da fulmini molte volte all’anno (e per i motivi di cui sopra, se si viene sorpresi da un temporale in montagna bisogna cercare di scendere rapidamente di quota, e contestualmente riparare in avvallamenti o zone incassate nel terreno).

Un altro luogo comune da sfatare, infatti, è quello secondo cui un fulmine non può cadere due volte nello stesso posto: al contrario, i bersagli privilegiati di cui sopra vengono colpiti ripetutamente (l’Empire State Building viene colpito in media 23 volte l’anno, tanto per fare un esempio famoso).

Mentre il metallo non attira i fulmini, certamente è un efficace conduttore di corrente elettrica, quindi l’avvertenza di stare lontano da oggetti metallici è corretta se si parla di oggetti particolarmente estesi (reti o recinzioni metalliche, ringhiere, gradinate o spalti in metallo, funi o scale metalliche, ecc.).

Se un punto di una struttura come queste viene colpito da un fulmine, il metallo può condurre la corrente fino alla persona che sia a contatto con essa, anche a una certa distanza, per cui è opportuno starne lontani (è lo stesso motivo per cui è pericolosissimo stare in acqua se nelle vicinanze si sta scatenando un temporale, essendo l’acqua a sua volta discreta conduttrice).

In tutti gli altri casi (catenina, braccialetto, piccozza, bicicletta, ecc.) l’avvertenza non ha alcun senso: se si viene colpiti da un fulmine (direttamente o, più tipicamente, dalla corrente trasmessa dal terreno), l’effetto è letale (salvo miracoli) in ogni caso, il problema non è certamente il fatto di indossare la catenina o di tenere in mano una piccozza (il cui effetto al limite è quello di causare piccole bruciature per le correnti indotte o per effetto Joule, ma questo avviene quando siamo già cadaveri per effetto diretto del fulmine, per essere cinicamente espliciti).

Già che siamo qui, sfatiamo anche il luogo comune secondo cui se sulla nostra testa non sta piovendo, o comunque non ci sono nuvole sopra di noi, siamo al sicuro dai fulmini (falso, questi ultimi possono colpire a chilometri di distanza dal centro del temporale), e quello secondo cui una persona colpita da un fulmine è elettricamente carica e quindi è pericoloso prestarle immediato soccorso (falso, il corpo umano non immagazzina elettricità, ed è perfettamente sicuro toccare una vittima di un fulmine per tentare la rianimazione cardiopolmonare).

Sono tutte informazioni, a partire da quella in merito alla falsa credenza sui metalli, che potete trovare per esempio sul sito del National Weather Service della NOAA, l’agenzia federale per la meteorologia degli Stati Uniti, la quale – per inciso – conduce da sempre una campagna mediatica giustamente aggressiva, traumatizzante e improntata al terrorismo psicologico, sul tema dei temporali e dei comportamenti da evitare, incutendo ai cittadini un sano e sacrosanto terrore, rispetto al trovarsi all’aperto – a maggior ragione nelle note situazioni più esposte – quando sono in corso o in arrivo questo tipo di fenomeni meteorologici, i più violenti che l’atmosfera sia in grado di riservarci (non solo per i fulmini, ma anche per i rovesci di pioggia o grandine e per le raffiche di vento, lineari o vorticose che siano).

Prima o poi, chissà, ci arriveremo anche in Italia, a insegnare alle persone, senza troppi giri di parole, che di questi fenomeni bisogna avere P-A-U-R-A, ovvero che stare all’aperto durante un temporale è molto pericoloso (e magari che è una madornale scemenza invitare a liberarsi degli oggetti metallici, che Franklin ci perdoni).
<span;>Nessun pic-nic, partita a pallone, escursione in montagna, battuta di pesca, torneo di beach volley, bagno al mare o altra attività vale il rischio di morte o lesioni permanenti.

A proposito, oltre a fermare immediatamente qualsiasi attività all’aperto quando il cielo brontola, è opportuno attendere 30 minuti dopo l’ultimo tuono, prima di dichiarare il cessato pericolo.

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