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Campo Imperatore: da PRIGIONE a HOTEL di lusso è un attimo, ecco il progetto di RISTRUTTURAZIONE

A Campo Imperatore, dopo anni di degrado e abbandono il Comune de L'Aquila da il via per la ristrutturazione di uno degli hotel potenzialmente più esclusivi dell'Abruzzo

CAMPO IMPERATORE – L’albergo “rosso” di Campo Imperatore ha una storia ormai ultradecennale, che ha avuto inizio nel lontano 1934. La struttura alberghiera è divenuta famosa non solo per essere l’unica struttura ricettiva ad oltre 2100 metri di 5 piani e 45 camere del centro Italia, ma anche per aver tenuto in prigionia Benito Mussolini nel 1943.

Dopo anni di abbandono, è stato proposto ufficialmente il progetto per il recupero dell’albergo e per la sua trasformazione definitiva in struttura di lusso con SPA annessa. Come viene riportato dalla rassegna stampa del Comune:

L’obiettivo principale del progetto è quello di proporre un restauro architettonico nel rispetto storico dell’edificio, nel rispetto delle normative vigenti sia a livello impiantistico, igienico sanitario che all’abbattimento delle barriere architettoniche, affinché si possa ottenere un restauro funzionale e determinare una condizione interna di benessere.

Il rinnovo di tutta la struttura prevede un costo totale di circa 3.8 milioni di euro, con una durata di cantiere di un anno e mezzo. Il centro benessere (punto di forza di questa struttura d’alta quota) sarà realizzato nei locali del seminterrato e comprenderà una reception dedicata, aree relax, sauna e bagno turco.

Secondo il Comune de L’Aquila questa sarebbe la tabella di marcia da rispettare, per l’avvio definitivo dei lavori:

  • 30 ottobre 2021: ottenimento dell’approvazione da parte del CTA dei VV.F. dell’approvazione della deroga;
  • 15 novembre 2021: validazione ed approvazione della progettazione esecutiva
  • 30 novembre 2021: determinazione a contrarre e avvio della procedura di gara per l’esecuzione dei lavori;
  • 30 gennaio 2022: aggiudicazione definitiva;
  • 1 marzo 2022: consegna dei lavori

Ci auguriamo che questa struttura possa dare un definitivo rilancio ad uno dei comprensori montani più importanti del territorio Appenninico.