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Campo Imperatore, ecco la neve di San Valentino

Campo Imperatore è una delle località più suggestive di tutto l’Appennino, grazie al suo paesaggio e allo spettacolo che quotidianamente offre il Gran Sasso D’Italia.

CAMPO IMPERATORE, UNA NUOVA PERTURBAZIONE PORTERA’ NEVE NELLE PROSSIME ORE

Un nuovo peggioramento delle condizioni del tempo nelle prossime ore abbraccerà parte della nostra Penisola, con un fronte organizzato che tra la notte di San Valentino e la mattinata del 15 di febbraio interesserà le nostre regioni da nord a sud.

Questo vorrà dire il ritorno del maltempo e della neve sulle nostre montagne.

Quando parliamo di fronti organizzati, specifichiamo che si tratta di perturbazioni che siano in grado di rovesciare al suolo una quantità quanto meno discreta di pioggia e di neve sulle nostre montagne.

Nulla di eccezionale, sia chiaro, ma rispetto agli ultimi peggioramenti del tempo ai quali abbiamo assistito, questo sembrerebbe poter favorire il ritorno di un po’ di neve; quanto meno a quote di media montagna.

Tutti i vari centri di calcolo matematici propongono per la notte e la mattina di domani delle nevicate sui settori occidentali e nord occidentali del nostro versante appenninico.

In questo contesto tornerà la neve anche sul Gran Sasso e a Campo Imperatore, forse una tra le poche località in Italia dove la neve anche in una stagione condizionata da clima mite e siccità non è mancata.

Questo perchè gli impianti di sci del Gran Sasso D’Italia , grazie all’altitudine di Campo Imperatore sono localizzati tra i 1900 e i 2100 metri di quota, e a questa quota anche in condizioni di scirocco solitamente è molto difficile che la precipitazione nevosa solida possa essere sostituita in qualche modo da quella liquida.

Nei giorni tra Capodanno e la Befana, mentre le altre stazioni italiane e dell’Appennino, soffrivano sia il caldo che uno scarso innevamento dovuto al forte scirocco che si era verificato nelle giornate di Natale, Campo Imperatore mostrava si temperature miti ma un innevamento naturale eccellente.

Quella neve che poi si è mantenuta anche nel corso del mese di gennaio, ogni tanto rinfrescata da qualche debole ripassata nevosa durata però troppe poche ore.

INVERNO ANOMALO TRA I PIU’ MITI E SECCHI DEGLI ULTIMI DECENNI

Si tratta fino ad ora di una stagione invernale dalle caratteristiche anomale, perchè è stata condizionata non solo da temperature mediamente troppo miti ma anche da lunghissimi periodi in cui è mancata la pioggia.

Una prima parte invernale molto dinamica e proficua sotto il punto di vista delle precipitazioni, è stata sostituita da condizioni di tempo molto mite e un vortice polare sempre più compatto che non ha permesso sortite di aria fredda sulla nostra Penisola, e alle perturbazioni di giungere in generale in Europa.

La situazione nel medio lungo termine non sembrerebbe nemmeno destinata a cambiare, con aria mite che da giovedì comincerà a riprendersi il possesso delle nostre regioni causando un innalzamento delle temperature e regalandoci quello che definiamo un vero e proprio anticipo di primavera.

Sono capitati nel corso della storia degli inverni anche peggiori di questi sotto il profilo pluviometrico, basti pensare al 1989/1990 quando la neve non cadde mai sulle nostre montagne, o quello del 2020 quando la prima nevicata di stagione si verificò alla fine dell’inverno.

Quel che comincia invece a fare paura è lo spauracchio della siccità e che anche i mesi primaverili, dove solitamente si verificano piogge e temporali anche intensi, possano invece trascorrere sempre seguendo questo filone che fino ad oggi ha saputo regalarci davvero poche emozioni sotto il punto di vista meteorologico.

Prima di pensare a quello che potrà accadere nella prossima stagione primaverile, ci auguriamo che il prossimo peggioramento del tempo possa portare delle nevicate in montagna che siano capaci di rendere nuovamente il paesaggio almeno un po’ invernale.

Per Campo Imperatore è invece l’occasione per accumulare altri centimetri che permetteranno alla stagione di consolidarsi ancora di più, andando a rinnovare con il nuovo manto nevoso la neve caduta nei mesi scorsi.

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