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Dal 2015 sono stato iniziati i lavori di monitoraggio, il più scientifico possibile, dell’innevamento degli apparati nivali (perenni e non) e glacionnivali, presenti sul massiccio montuoso della Majella, espresso, se possibile, come bilancio di massa annuale e cioè la differenza fra l’accumulo annuale (dicembre-aprile) e l’ablazione (fusione) estiva (giugno-ottobre).

Come sono state fatte le misurazioni?

Le misurazioni vengono effettuatecon uno strumento laser in grado di stabilire tre dimensioni di un punto, ovvero altezza, distanza e distanza orizzontale. A parità di distanza orizzontale, la differenza fra i valori di altezza di un punto tra il mese di maggio e di ottobre, ci da il valore dello spessore sciolto in metri. I punti di misura sono sempre gli stessi e le misure hanno un margine di errore che varia da +/-0,5m per nevai più facilmente monitorabili, e i +/-1m quelli meno. Per cui la lettura dei dati può essere considerata esatta al centimetro, ma l’insieme dei dati di un medesimo nevaio ci da informazioni abbastanza accurate sull’innevamento annuale.

FREQUENZA DELLE MISURAZIONI

La frequenza delle misurazioni è semestrale per i luoghi facilmente raggiungibili, altrimenti annuale per quelli monitorabili solo da confronti fotografici. La seconda misura viene invece effettuata nel mezzo della stagione di ablazione, generalmente intorno a fine ottobre, , per il ricavo della massa annuale.

DOVE SI EFFETTUANO LE MISURAZIONI?

Nello specifico dei dati ivi riportati Val Forcone, e parete nord del monte Acquaviva, per altri confronti (solo fotografici) Anfiteatro delle Murelle; Valle Orfento , Pozzo di Monte Amaro, anfiteatro 1° Portone, Valle Inferno e Grotta Canosa. Il gruppo di lavoro si impegna ad effettuare tali misure per un periodo non inferiore a 5 anni. Da i risultati emerge che l’innevamento invernale del 2016-2017, nonostante le grandi nevicate di gennaio, è risultato piuttosto mediocre. E’ infatti migliore solo al pessimo 2015/16 e a quello del 2011/12. Molto migliore solo del nefasto 2007, ma comunque lontano da annate come 2003, 2004, 2005 e 2006 o come quelle del 2009, 2014 e 2015. Pertanto, le copiose nevicate avute in collina non corrispondono affatto (se ve ne era ancora bisogno di dimostrarlo) ad un innevamento altrettanto abbondante in quota.

Tutt’altro!. Se in questa estate che si prospetta dinanzi non sarà in grado di sciogliere tutta la neve accumulata lo sapremo solo ad ottobre. In genere accumuli di 10 metri di neve rappresentano il limite di sopravvivenza. Ci vediamo a ottobre con il consuntivo di una valle che fino a 20 anni fa ospitava nevai e glacionevati perenni.

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In collaborazione con Cristiano Iurisci.

 

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