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Il Rifugio Zilioli vero fiore all’occhiello dei Monti Sibillini è risorto dalle proprie ceneri dopo essere stato reso inagibile dal sisma, che nel 2016 mise in crisi le Marche, l’Umbria e il Lazio.

Il suo già frequentatissimo terrazzo in larice appoggia sulle pietre del vecchio rifugio, ideato dopo la tragica morte del giovane alpinista ascolano Tito Zilioli da un comitato promotore che raccolse i fondi necessari alla sua edificazione, realizzata nell’estate 1959 da muratori arquatani che trasportarono il materiale a dorso di mulo, su un’area appositamente donata alla sezione CAI di Ascoli Piceno dalla comunanza agraria di Pretare.

Il Rifugio anche attualmente per via della crisi sanitaria che non permette di poter santificare gli spazi può essere utilizzato soltanto in caso di emergenza.

Tuttavia nel fine settimana è accaduto già un fatto sgradevole con lo Zilioli che è stato immortalato da Flavio Tacconi imbrattato dal caffè.

Come potete osservare dall’immagine in allegato è ben visibile come la chiazza sia estesa su parte della struttura in legno.

E’ bene specificare che un incidente può sempre capitare, ma sarebbe stato lecito quanto meno provare a ripulire minimamente la struttura.

Sempre più spesso nell’ultimo periodo ci ritroviamo di fronte ad episodi di noncuranza e non rispetto del territorio.

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