News

Con l’arrivo dei primi tepori primaverili aumenta di pari merito anche l’allarme processionarie che, negli ultimi anni, si sono diffuse in maniera sempre più rapida e marcata in tutto il territorio Nazionale. Le processionarie altro non sono che piccolo insetti appartenenti al gruppo dei Lepidotteri, conosciuti comunemente come farfalle. Si tratta di piccoli “bruchi” molto pelosi che vivono processionarie 1solitamente in gruppi anche piuttosto numerosi, anche se non è raro imbattersi in singoli esemplari. Il loro ciclo vitale si suddivide essenzialmente in quatto fasi: uovo, larva o bruco (in questa fase si alimentano mangiando le foglie dei pini o delle querce), crisalide (trasformazione da larva a farfalla) e adulto/farfalla. Le processionarie, dopo essersi alimentate degli aghi o delle foglie delle piante infestate, tendono a cotruire sui rami degli stessi dei nidi molto vasti consistenti in un sacco filamentoso che funge da riparo e all’interno del quale effettuano i loro accrescimenti.

La più conosciuta è la processionaria del pino, chiamata così perché è solita nidifcare su questo grande albero. Tuttavia non è raro che invada anche altri arbusti come i cedri ornamentali e le conifere, in particolar modo l’abete rosso. Durante la stagione estiva le femmine adulte depongono le uova sui rami più “giovani”, dalle quali poi al termine della stagione escono le larve neonate. processionarie 3Queste si nutrono essenzialmente degli aghi dei pini e delle foglie di altri alberi e si riuniscono tra loro costruendo sui rami nidi che possono assumere anche dimensioni particolarmente consistenti. Una volta che la temperatura tende ad aumentare dopo i rigori invernali (generalmente tra Marzo ed Aprile) le larve escono dai nidi e scendono dagli alberi come in una sorta di “processione”, raggiungendo successivamente un luogo adatto nel suolo ove interrarsi e formare così la crisalide. E’ proprio in questo stadio che avviene la trasformazione da bruco a farfalla.

CHE DANNI PROVOCANO LE PROCESSIONARIE: innanzitutto alla vegetazione, perché nutrendosi delle foglie delle piante ospiti, soprattutto in presenza di moltissimi esemplari, possono indebolirne la struttura e risultare ancor più vulnerabili per l’invasione di parassiti secondari. Questi possono poi danneggiare i tessuti interni del tronco o dei rami principali, con conseguente rischio di cedimenti strutturali. Ma attenzione perché possono causare danni anche all’uomo e ai nostri amici a quattro zampe! In che modo? Nello stadio finale della sua crescita, la processionaria è provvista di peli molto urticanti che possono essere trasportati dal vento e depositarsi sulla pelle, oppure essere addirittura respirati. Le reazioni infiammatorie possono risultare anche gravi, soprattutto nei bambini, nei cani e nei gatti. Pensate, in presenza di forti infestazioni la quantità di peli urticanti trasportati dal vento può persino rendere inagibili interi comprensori boschivi e creare problemi anche in centri abitati vicini alle processionarie 2zone infestate da questo bruco!

ECCO ALCUNE PRECAUZIONI DA ADOTTARE: in presenza di larve di processionaria è necessario evitare in primo luogo il contatto con i peli urticanti; evitare in particolar modo la permanenza in prossimità delle piante o delle zone infestate, possibilmente impedendo l’accesso all’area e collocando segnali di pericolo o di allerta nelle zone interessate. In caso di necessità, prima di avvicinarsi alle piante, proteggersi il corpo con tuta, guanti, occhiali e/o mascherine, onde evitare che i peli entrino in contatto con il nostro corpo (previa danni anche piuttosto importanti). Evitare altresì di asportare i nidi dagli alberi con mezzi assolutamente non idonei (bastoni o sassi) e di raccogliere le larve dal terreno con le mani, con la scopa o con il rastrello.  Prima di mangiarla, lavare in maniera accurata la frutta e la verdura coltivata vicino alle piante infestate. Se è necessario tagliare l’erba sotto le piante, consigliamo di bagnare abbondantemente e accuratamente il terreno prima di eseguire l’operazione. In caso di contatto accidentale con larve o nidi, è comunque necessario lavare a temperatura elevata (in genere intorno ai 60°C) gli indumenti e fare una doccia in maniera tempestiva, evitando di grattarsi.

Related Posts