Bolide del 13 febbraio recuperato in Normandia

Bolide recuperato da una diciottenne

Il bolide pesa circa un etto. È quel che resta – o meglio, che è stato per ora rinvenuto – del piccolo asteroide 2023 CX1, caduto sulla Terra nelle prime ore del mattino dello scorso 13 febbraio. A trovarlo è stata una studentessa diciottenne, la cacciatrice di meteoriti Loïs Leblanc.

Nella news, gli esperti di Media Inaf avevano scritto che è stato il settimo asteroide scoperto poche ore prima di cadere, che aveva un diametro stimato di circa un metro e che era entrato in atmosfera sul canale della Manica, prospiciente le coste della Normandia.

Quando cadono corpi così grandi la disintegrazione in atmosfera non è quasi mai totale e c’è sempre la concreta possibilità di recuperare qualche frammento giunto al suolo che vengono chiamati meteoriti. Per questo motivo, subito dopo la caduta, sono iniziati i calcoli per stabilire la posizione esatta dello strewn field, ossia la zona dove è più probabile il ritrovamento di meteoriti in seguito alla caduta.

In effetti, anche se l’ingresso in atmosfera era avvenuto sulla Manica, secondo i calcoli di Peter Jenniskens (Seti Institute), Denis Vida (Uwo, Canada) e Hadrien Devillepoix (Dfn – Australia) c’era una buona probabilità che qualche frammento avesse raggiunto le coste della Normandia.

Per i calcoli sono stati usati sia le immagini raccolte dalle stazioni di Fripon (l’analogo della rete Prisma in Italia), sia le immagini raccolti dalle camere di sorveglianza amatoriali.

Le ricerche al suolo del bolide sono partite il 15 febbraio, grazie al supporto di un team di cittadini entusiasti “cacciatori di meteoriti” aderenti al programma di citizen science Vigie-Ciel. Dopo poche ore di ricerca, nel pomeriggio dello stesso giorno, è stata ritrovata una meteorite con una massa di circa 100 g tra Dieppe e Doudeville, cittadina che si trova a circa 20 km dalla costa.

Il ritrovamento è stato fatto da una studentessa diciottenne, Loïs Leblanc. Si tratta del primo recupero di una meteorite in Francia a partire dal 2011 e con questo ritrovamento salgono a tre le meteoriti ritrovate dopo l’impatto previsto con un piccolo asteroide. La prima appartiene all’asteroide 2008 TC3 e la meteorite associata è Almahata Sitta, mentre la seconda è di 2018 LA con la meteorite Motopi Pan.

Metodo di ricerca del bolide

La ricerca di un bolide al suolo in seguito a una triangolazione della traiettoria in atmosfera è il modo più efficiente e meno costoso di avere campioni di piccoli asteroidi con orbita eliocentrica nota. Anche l’Italia, grazie a Prisma, ha all’attivo una meteorite con il “pedigree” (ossia con orbita nota): si tratta della meteorite Cavezzo, caduta il 1 gennaio 2020 e raccolta il 4 dello stesso mese sempre grazie alla citizen science.

Il bolide del 13 febbraio è stato ritrovato in Normandia

Il termine bolide (dal greco βολις, bolis, proiettile) indica comunemente una meteora di elevata luminosità, di magnitudine negativa. È un termine corrente ma non scientifico, in quanto gli astronomi non distinguono le meteore in base alla luminosità.

Al contrario della quasi totalità delle meteore comuni, oltre al colore bianco, i bolidi possono assumere anche altri colori ben percepibili. I principali sono il verde smeraldo, il rosso, l’azzurro elettrico e l’arancione. Possono avere diametri nettamente percepibili, con nuclei oltre a 1° di diametro.

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