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Bivacco Pelino come una scultura di ghiaccio - foto YesAbruzzo

MAJELLA – Il Bivacco Pelino è una delle strutture più estreme dell’Appennino centrale. Situato a ben 2795 metri di altitudine, nel periodo invernale si impiegano circa 5 ore per poterlo raggiungere. La struttura gode di una vista a dir poco mozzafiato, tant’è che nelle giornate di maggior visibilità (con aria secca) è possibile apprezzare un’alba unica nel suo genere sul mare Adriatico.

Bivacco Pelino: qualche cenno storico

La storia del Bivacco Pelino ha origini ultracentenarie: il suo antenato sul monte Amaro, il rifugio Vittorio Emanuele II, è stato costruito inizialmente nel 1890 ed incaricato dai CAI di Roma e Chieti. Saccheggiato ed abbandonato per diversi anni, fu distrutto nel periodo della seconda guerra mondiale nel 1944. Nel 1966 è stata edificata la struttura sostitutiva, che purtroppo ha avuto vita breve a causa di una tempesta invernale.
La struttura definitiva (che possiamo ancora apprezzare oggi), è stata edificata ed inaugurata nel 1982.

Bivacco Pelino e la piaga degli atti vandalici

Nonostante la grande difficoltà per raggiungere la struttura, il Bivacco Pelino nel corso degli anni è stato martoriato dagli atti vandalici: nel 2017 la struttura è stata letteralmente sommersa dall’immondizia lasciata dagli avventori della zona. Di recente è stato il CAI a ripulire periodicamente il rifugio da bottiglie, piatti, cartacce e rifiuti vari. Nonostante ciò, questa struttura posta a quasi 3000 metri di altitudine rappresenta un’opera di resilienza e perseveranza umana senza eguali, che invitiamo come sempre a rispettare per il suo pregresso.

Immagine di copertina di @busno_87 via YesAbruzzo

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