Dispersi Velino, battipista precipitato: il messaggio che vale più di ogni critica

Battipista precipitato: il messaggio dei gattisti di Ovindoli-Monte Magnola.

Battipista precipitato

Il battipista precipitato ieri durante il trasporto

Durante il trasporto con un elicottero Erickson S-64, il battipista di Ovindoli Monte Magnola si sarebbe sganciato e schiantato nei pressi di Santa Jona. Da alcuni giorni I Vigili del Fuoco insieme ai tecnici dell’Aeronautica Militare stavano facendo test per verificare la possibilità di trasportare un mezzo così pesante dal Monte Magnola al Monte Velino.

Ieri mattina il trasporto era stato autorizzato ma, con ogni probabilità, l’incidente sarebbe avvenuto a causa delle forti raffiche di vento in quota che hanno rischiato di far ‘imbarcare’ l’elicottero stesso. Da qui, probabilmente, la decisione dei piloti di sganciare il battipista.

Proprio ieri sera, sul profilo instagram dei Gattisti di Ovindoli-Monte Magnola, il messaggio che rivela tutta l’umanità di questi ragazzi: “Abbiamo fatto il possibile, ci siamo prestati a qualsiasi cosa, ma purtroppo non è andata secondo i piani. Vorremmo ringraziare tutti i soccorritori, piloti e tecnici con i quali abbiamo lavorato. Un ringraziamento particolare alla famiglia Bartolotti per la disponibilità e massima solidarietà alle famiglie. L’Abruzzo non si arrende“.

Battipista precipitato

Battipista precipitato: il messaggio dei gattisti di Ovindoli-Monte Magnola

Appropriata o sbagliata che sia, infatti, ogni critica rappresenta un’opportunità di lavoro personale. In questo senso, il primo dato utile da rilevare è quanto ci “ferisce”: poco, tanto, per niente. È un’informazione non da poco: nessuno infatti può offenderci se qualcosa di noi non glielo permette. In altri termini, nessuna critica ci può ‘toccare’ se non trova in noi il terreno adatto.

Le parole altrui fanno male per un’unica ragione: risuonano con quel nostro ‘qualcosa’, toccano un ‘nervo’ magari non così noto ma già scoperto, o debole. Lo confermano, dolorosamente (ad esempio un autogiudizio negativo, una mancanza non risolta, insicurezza, paura, disistima, senso di incapacità, inadeguatezza su qualche piano). Ecco l’immediato dono di ogni critica offensiva, dolorosa, che riceviamo: ci costringe a vedere le aree fastidiose che ci abitano, quelle che richiedono un nostro impegno e lavoro attivo di crescita di coscienza e trasformazione costruttiva.

A volte, invece, la situazione criticata è solo in realtà il pretesto per sfogare irritazioni, insoddisfazioni personali, voglia di prevaricare o controllare gli altri. Tutto ciò che, leggendo alcuni commenti, appare la soluzione più probabile.

Non è il momento delle critiche. Stringiamoci tutti e facciamo squadra. I soccorritori, le famiglie dei dispersi hanno bisogno più che mai del nostro sostegno, stiamo vivendo giorni angoscianti…tutti. E tutti dovremmo fare squadra.