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Sembra ormai confermata l’irruzione di aria fredda prevista per la prossima settimana che, porterà un deciso calo delle temperature su gran parte della nostra Penisola e in particolare sui settori del versante adriatico. Insieme al freddo, probabilmente, tornerà anche la neve sulle nostre montagne e non solo.

Fonte Anatella, foto di repertorio scattata nel mese di gennaio
Fonte Anatella, foto di repertorio scattata nel mese di gennaio

Un anno fa, ricorderemo l’irruzione fredda che il 25 di aprile causò non pochi disagi alla vegetazione. Una nevicata, anche abbondante, seguita da un periodo piuttosto freddo specie nelle ore notturne che contribuì a bruciare piante e faggete, arrecando numerosi danni all’agricoltura.

In realtà le gelate nel periodo primaverile costituiscono, o almeno dovrebbero, la normalità, ed in Italia sono sempre state considerate una calamità per le principali aree agricole che nel corso degli anni hanno cercato risposte tra loro diverse, in relazione alle specifiche condizioni ambientali che le caratterizzano.

Dal 1985 in poi, nei nostri ambienti è stato registrato un notevole incremento delle temperature (Maugeri et all 2005).

Incremento delle temperature che, se valutato bene, può presentare due effetti in particolare.

Il primo e quello più scontato, è dato dal fatto che, con l’aumento delle temperature medie stagionali e delle ondate di caldo fuori stagione la natura rischia di svegliarsi in anticipo rispetto ai tempi, l’altro dovrebbe vedere una riduzione dell’intensità con cui le gelate si manifestano.

Gli eventi più intensi sono riconducibili nella fine del mese di marzo e nella prima decade di aprile, a delle situazioni che sull’Appennino nella storia hanno causato delle nevicate a quote relativamente basse per il periodo, e allo scivolamento notturno di masse di aria fredda verso le aree pianeggianti, a cui  si è associato l’effetto radioativo tipico delle notti con bassa umidità e scarso scollamento dell’aria.

Da valutare saranno gli effetti che, l’ormai prossima irruzione fredda potrà causare sulla vegetazione appenninica e alla agricoltura.

Non è escluso, infatti, che l’abbassamento delle temperature che si concretizzerà verosimilmente nei prossimi giorni, possa causare dei danni alle piante.

I lavori condotti dal servizio IDRO-Meteo dell’ARPA Emilia-Romagna hanno segnalato  le avvezioni di aria fredda provenienti da nord-nord est, elemento predisponente il successivo abbassamento a seguito del bilancio radiativo dei giorni successivi.

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