Camm Monte Cimone: laboratorio in uno dei posti più impervi d’Italia

Camm Monte Cimone.
L’Aeronautica Militare italiana celebra i suoi primi 98 anni di vita. Il 28 marzo del 1923, con Decreto Regio, nasceva l’Aeronautica Militare divenuta una delle Forze Armate pilastro della difesa nazionale.

Ma cos’hanno in comune Aeronautica Militare ed Appennino? Beh…ad esempio il CAMM (Centro Aeronautica Militare di Montagna) di Monte Cimone. Scopriamo insieme questo laboratorio sospeso nel cielo nel racconto di Antonio Calabrese e Serafino Durante pubblicato sulla Rivista Aeronautica.

Camm monte Cimone

Il CAMM Monte Cimone

Partiamo alle prime luci dell’alba, visto che dobbiamo percorrere non poca strada prima di raggiungere il Monte Cimone, uno dei posti, abbiamo appreso, più impervi d’Italia, visto che detiene il record nazionale per la velocità massima del vento mai registrata, 216 km/h, praticamente un uragano di categoria 4, con temperature percepite in inverno fino ai 45 gradi sottozero e formazioni di ghiaccio che raggiungono i 40 cm in sole tre ore.
 
Andiamo a far visita all’ente del Servizio Meteorologico della Forza Armata e uno dei primi Osservatori italiani, operativo sull’Appennino Tosco-Emiliano fin dal 1937. Arriviamo a Sestola, in provincia di Modena, base logistica del Centro alle pendici del monte. 

Ad accoglierci il Ten. Col. Antonio Vocino, comandante del CAMM da qualche mese, il quale, visto il poco tempo a nostra disposizione, non si perde troppo nei convenevoli ed entra subito nel merito: “La rappresentatività del Monte Cimone nei settori della meteorologia e della climatologia – esordisce – è data dalla sua altitudine e dalla sua particolare posizione geografica, che consente di vedere quasi la metà del territorio nazionale. Il nostro Centro è utile tanto per gli aspetti previsionistici e statisticoclimatologici quanto per l’assistenza alla navigazione aerea e, cosa non da poco, per la misurazione della concentrazione di gas serra di fondo”. Peculiarità, quest’ultima, che offre al CAMM il privilegio di rappresentare l’Italia nel mondo nell’ambito di queste “osservazioni speciali”. Cimone, infatti, è inserito nel GAW (Global Atmospheric Watch), un programma dell’OMM (Organizzazione Meteorologica Mondiale) per la misurazione di parametri non prettamente meteorologici, ma piuttosto ambientali, relativi al pianeta Terra. 

Un’attività del tutto particolare che il Centro svolge cercando di conciliarla con gli altri compiti istituzionali: la meteorologia convenzionale e le telecomunicazioni. È solo un primo “assaggio” del lavoro che si svolge in vetta, sul quale torneremo più avanti per approfondirlo nel modo giusto con il personale qualificato dell’Ente. 

“L’Aeronautica Militare – precisa il comandante – ha investito molto in questa “veglia atmosferica” acquisendo apparecchiature all’avanguardia. Ovviamente, una piena operatività in questo specifico settore non può prescindere dal contributo umano, che resta fondamentale: nel nostro caso, mi riferisco sia al personale che opera in quota, sia a quello che si trova qui a Sestola, l’avamposto verso il Cimone. 
Avere una logistica proiettata a 15 km dalla vetta – tiene a sottolineare Vocino – garantisce livelli di prontezza operativa elevatissimi. Mi trovo da pochi mesi a dirigere questo ente ma devo ammettere che è stato “congegnato” davvero bene: abbiamo mezzi speciali e personale altamente qualificato. 
Un connubio che torna utile in special modo nelle situazioni complicate come quella di questi giorni in cui dopo le straordinarie nevicate e l’azione modellante del vento che ha creato muri alti più di quattro metri mi sono reso conto personalmente di cosa significhi dover arrivare comunque a 2.165 metri. E quando non intervengono i mezzi del vicino consorzio sciistico, è l’Aeronautica che si apre la strada da sola”.

La logistica di proiezione della Forza Armata, della quale abbiamo più volte parlato su Rivista Aeronautica, è anche questa! Il comandante per il momento ci saluta dandoci appuntamento in tarda serata per un resoconto sull’attività. Per noi è arrivato il momento di iniziare quella che potremmo definire fase operativa della nostra giornata in questo ente molto particolare dell’Aeronautica Militare, lasciando la sede logistica di Sestola a bordo di un “Land Rover” dalle ruote chiodate. Ci aspettano più di 1.000 metri di dislivello per raggiungere la vetta“.

Fonte: aeronautica.difesa.it