Alpinista sedicenne si sveglia dal coma dopo cento giorni

Giovane alpinista si sveglia dal coma dopo cento giorni.

Domenica 1° novembre 2020: due giovani alpinisti, uno sedicenne e l’altro ventisettenne, avevano deciso di godersi la prima neve sul Gran Sasso, come riportato stamane da Il Messaggero.

Alpinista

Alpinista in parete foto di repertorio

Giovani ma già espertissimi, erano stati traditi dal distacco della cosiddetta ‘neve ventata’, ovvero quella trasportata dalle folate che si adagia sullo strato di ghiaccio, senza aderirvi completamente. Il ‘vetrato’, un’insidia di quelle giornate pre-invernali.

Una tragedia che aveva preso forma in pochi istanti all’altezza del punto che si trova sopra al Rifugio Franchetti e sotto il ghiacciaio del Calderone, sul versante settentrionale del Corno Grande, nel territorio di Pietracamela, a quota 2.700 metri. I due avevano perso aderenza, ma rimanendo in cordata, sospesi nel vuoto. A quel punto una delle funi, che era rimasta incastrata in uno spuntone di roccia tagliente, si era tranciata, facendoli precipitare per oltre 100 metri. Poi i soccorsi, disperati, fino al ‘Mazzini’ di Teramo dove il sedicenne entra in coma e lotta tra la vita e la morte per ben cento giorni.

Ieri la notizia che tutti aspettavano, proprio dalla parole del primario del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale, Danilo Lucantoni, colui che lo ha strappato alla morte con un intervento chirurgico nell’immediatezza dell’incidente in quota e l’altro giorno lo ha visto riaprire gli occhi dopo oltre due mesi di buio: “Una ripresa insperata. Quando era arrivato aveva un gravissimo trauma cranico e un edema cerebrale“.

La luce si è accesa quasi all’improvviso. Prima gli occhi, che ora riescono anche a seguire gli stimoli esterni. Poi un leggero movimento delle mani. Infine la respirazione, tornata autonoma. Il coma che si fa via via più superficiale. Probabilmente, però, la grandiosità di questa storia sta tutta in un verbo: ‘Capisce’. Il dottor Lucantoni spiega che la cosa più importante è stata il recupero della coscienza: “Non ha ancora un rapporto diretto con la realtà, ma recepisce gli ordini semplici, comincia a comprendere, esegue movimenti elementari. La prima fase di una ripresa insperata: fino a un mese fa non c’era nulla di tutto questo“.

Anche il Sindaco di Magliano dei Marsi, paese dove il giovane vive, Pasqualino De Cristofano è già pronto a festeggiare il suo ritorno: “Quel ragazzo è amato da tutti, ogni giorno ricevo telefonate di gente che si informa sulla sua salute. Sua madre, che vive a Roma, ha condiviso con me tutti i momenti“.

Fonte testo: ilmessaggero.it