Alligatore dei Peloritani arrampicato su un grosso albero in Sicilia

Alligatore dei Peloritani sull’albero

Un alligatore dei Peloritani. Così viene definito, nonostante la zona sia caratterizzata dalla presenza di rettili che abitualmente vengono denominati dagli abitanti anche col nome di ‘Giabbara’, un grosso serpente fotografato su un cipresso.

Alligatore dei Peloritani fotografato a Novara di Sicilia

Abbiamo già trattato questa notizia qualche giorno fa. Ovviamente nessun alligatore dei Peloritani a Novara di Sicilia, bensì un grosso serpente sugli alberi fotografato a Novara di Sicilia, una Natrix helvetica lunga quasi due metri, così come spiegano gli esperti di Identificazione Anfibi e Rettili.

Secondo gli esperti della pagina Facebook, però, il fantomatico alligatore dei Peloritani potrebbe essere stato messo lì appositamente, dato che le natrici non si arrampicano su grossi alberi.

La Natrix elvetica, considerata fino ad oggi una sottospecie della natrice dal collare (Natrix natrix), è in realtà una specie del tutto differente e a sé stante.

Lo studio è stato compiuto dai ricercatori del Senckenberg Forschunginstitut di Francoforte, che hanno studiato il rettile nelle pianure inglesi, uno dei luoghi di diffusione dell’animale, presente anche in Italia, Francia, Svizzera e in Germania occidentale.

A differenziare le Natrix è la colorazione: Natrix helvetica ha la pelle grigia e non verde oliva come Natrix natrix che, inoltre, presenta un collare giallo.

La biscia dal collare (Natrix helvetica) ha una parte superiore del corpo grigio-verde scuro con caratteristica barra nera lungo i fianchi, per la quale è possibile distinguerla da N. natrix.

Le parti inferiori sono pallide. Ha un caratteristico collare giallo e nero intorno al collo, come la specie sorella. Può raggiungere una lunghezza di oltre un metro, fino a due.

Alligatore dei Peloritani? No, Natrix helvetica

Alligatore dei Peloritani no, ma Natrix helvetica sì. Non è impossibile trovarle sugli arbusti, ma difficile che si arrampichino su grossi alberi, così come dimostrano le foto scattate a Novara di Sicilia.

Le bisce dal collare barrate predano principalmente anfibi, in particolare il rospo comune e la rana comune, anche se occasionalmente possono anche consumare formiche e larve.

Sono stati osservati serpenti in cattività prendere lombrichi offerti a mano, mentre non vengono mai accettate prede morte. La specie cerca sempre attivamente la preda, spesso sui bordi dell’acqua, usando vista e olfatto (usando l’organo di Jacobson).

Le prede vengono consumate vive, senza la costrizione. Dopo la riproduzione estiva, le bisce tendono a spaziare ampiamente per la caccia, spostandosi fino a diverse centinaia di metri in un giorno.

Riuscendo a predare specie molto più grandi di loro, esse possono aver bisogno anche solo di due o tre prede significative durante un’intera stagione.

Le bisce dal collare barrate mostrano elevata abilità natatoria e possono essere trovate vicino all’acqua dolce, anche se ci sono prove che i singoli serpenti spesso non hanno bisogno di corpi idrici durante l’intera stagione.

L’ambiente preferito dalla specie sembra essere il bosco aperto e zone di ecotono, come i margini dei campi e i bordi dei boschi, in quanto questi possono offrire un rifugio adeguato pur offrendo ampie opportunità di termoregolazione.

Anche i bordi degli stagni sono molto frequentati dalla specie. Le bisce, in quanto animali ectotermi, hanno bisogno di svernare in zone non soggette al gelo e di solito trascorrono l’inverno sottoterra, dove la temperatura è relativamente mite.