Due escursionisti romani salvati sul Monte Ocre: scivolati per decine di metri senza attrezzatura adeguata

Operazione di salvataggio in condizioni estreme nel Parco Sirente-Velino

MONTE OCRE (AQ) – Un’operazione di soccorso complessa e delicata si è conclusa nella serata di sabato 18 gennaio 2026 sul Monte Ocre, nel cuore del Parco naturale regionale Sirente-Velino. Due escursionisti romani di 26 anni sono stati tratti in salvo dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo dopo essere rimasti bloccati a circa 1.900 metri di quota, in seguito a una caduta di diverse decine di metri lungo un canale innevato.

L’intervento, iniziato nel pomeriggio, si è protratto fino alle ore 21:00, richiedendo l’impiego di numerose squadre specializzate e tecniche di recupero particolarmente impegnative a causa delle condizioni meteorologiche avverse.

L’imprudenza fatale: in montagna senza l’equipaggiamento necessario

Secondo quanto ricostruito dai soccorritori, i due giovani si erano avventurati lungo un itinerario innevato completamente privi dell’attrezzatura idonea alle condizioni ambientali che caratterizzavano la zona. Una scelta che si è rivelata drammaticamente errata quando, dopo aver faticosamente raggiunto la cresta montana, durante la progressione lungo il crinale hanno perso l’equilibrio.

Due escursionisti romani salvati sul Monte Ocre: scivolati per decine di metri senza attrezzatura adeguata

Due escursionisti romani salvati sul Monte Ocre: scivolati per decine di metri senza attrezzatura adeguata

La scivolata sulla neve ghiacciata li ha trascinati verso il basso per diverse decine di metri, fino a quando non si sono fermati in una posizione precaria, impossibilitati a muoversi autonomamente e in evidente stato di difficoltà. A quel punto, consapevoli della gravità della situazione, hanno lanciato l’allarme.

Mobilitazione immediata delle squadre di soccorso

L’emergenza ha attivato una risposta rapida e coordinata. Le squadre del Soccorso Alpino, che in quel momento stavano rientrando dalle attività di prevenzione legate all’evento nazionale “Sicuri in Montagna” – un’iniziativa mirata proprio a sensibilizzare sulle corrette pratiche escursionistiche – sono state immediatamente dirottate sul posto.

La prima fase dell’operazione ha visto l’impiego dell’elicottero del 118 dell’Aquila, che ha trasportato una squadra di intervento fino a quota 1.500 metri. Da lì, i tecnici hanno dovuto individuare con precisione il canale interessato tra le numerose formazioni rocciose e nevose della zona, un compito reso ancora più difficile dalle condizioni di visibilità ridotta.

Un recupero interamente via terra in condizioni proibitive

Una volta localizzati i due escursionisti intrappolati a circa 1.900 metri di altitudine, i soccorritori hanno dovuto affrontare una progressione estremamente tecnica in ambiente innevato. Ulteriori squadre di terra sono state attivate in supporto, insieme al medico del Soccorso Alpino, per garantire l’assistenza sanitaria necessaria.

Le condizioni meteorologiche, tuttavia, hanno rappresentato un ostacolo insormontabile per un’evacuazione aerea. Il forte vento e la scarsa visibilità hanno reso impossibile l’utilizzo dell’elicottero, costringendo i soccorritori a optare per un recupero interamente via terra – una soluzione molto più lunga e complessa, ma l’unica praticabile in quelle circostanze.

Raggiunta la posizione dei due giovani, i tecnici del CNSAS hanno innanzitutto verificato le loro condizioni sanitarie, fortunatamente risultate buone nonostante lo shock e il freddo patito. Dopo averli messi in sicurezza con imbragature e dispositivi di protezione, è iniziata la fase più delicata: la discesa verso valle.

Ore di calata tra ancoraggi e tratti in conserva

Il trasporto dei due escursionisti fino alla viabilità asfaltata ha richiesto ore di lavoro meticoloso. I soccorritori hanno dovuto allestire numerosi ancoraggi di sicurezza lungo il percorso e procedere con tratti in conserva – una tecnica che prevede il collegamento diretto tra soccorritori e soccorsi mediante corde, garantendo il massimo livello di sicurezza durante la progressione su terreno innevato e scivoloso.

Ogni metro percorso richiedeva la massima attenzione: un solo errore avrebbe potuto compromettere l’intera operazione e mettere a rischio sia i ragazzi che i soccorritori stessi.

Conclusione dell’intervento e controlli sanitari

Intorno alle ore 21:00, dopo ore di tensione e sforzi ininterrotti, la squadra ha finalmente raggiunto la strada carrabile. I due escursionisti romani sono stati immediatamente affidati all’autoambulanza del 118 per i necessari controlli sanitari, risultati poi rassicuranti.

All’operazione ha prestato supporto anche il personale della Guardia di Finanza, in un esempio di collaborazione tra le diverse forze impegnate nella sicurezza in montagna.

L’importanza dell’attrezzatura adeguata

Questo ennesimo episodio riaccende i riflettori su un tema cruciale: l’importanza di affrontare la montagna con la dovuta preparazione e l’equipaggiamento corretto. Ramponi, piccozza, abbigliamento tecnico, e soprattutto la conoscenza delle tecniche di progressione su neve non sono optional, ma requisiti essenziali per chiunque intenda avventurarsi in ambiente innevato.

Come sottolineano i tecnici del Soccorso Alpino, molti degli interventi effettuati durante la stagione invernale potrebbero essere evitati con una maggiore consapevolezza dei rischi e una pianificazione accurata delle escursioni. La montagna regala emozioni indimenticabili, ma richiede rispetto, umiltà e preparazione adeguata.

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