Si è concluso nella tarda serata di ieri, intorno alle 22:30, un complesso intervento di soccorso in montagna sulla Maiella, in provincia di Chieti. Protagonisti quattro giovani escursionisti romani — due nati nel 2003 e due nel 2004 — rimasti bloccati durante un’escursione su neve in alta quota, in un tratto particolarmente esposto compreso tra Monte Cavallo e Sella Acquaviva. L’operazione ha visto la collaborazione tra il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo e l’Aeronautica Militare Italiana.
L’allarme e la mobilitazione immediata
La richiesta di aiuto è arrivata nel corso del pomeriggio, quando il gruppo si è trovato in difficoltà in un ambiente montano innevato, con tratti esposti e condizioni che rendevano impossibile la discesa autonoma in sicurezza. La centrale operativa del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo ha attivato immediatamente una prima squadra di tecnici qualificati, partita a piedi per raggiungere il gruppo.
Vista la complessità dello scenario, è stata disposta in parallelo una seconda squadra, questa volta con la presenza di un medico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), per garantire assistenza sanitaria avanzata direttamente sul posto. Una scelta che si è rivelata determinante.
L’intervento dell’elicottero dell’85° Centro SAR
Considerata la necessità di garantire un’evacuazione rapida e sicura, il Soccorso Alpino abruzzese ha attivato il Rescue Coordination Center del Comando Operazioni Aerospaziali (COA). La risposta è stata tempestiva: un elicottero dell’85° Centro SAR del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare è decollato dalla base di Pratica di Mare, in provincia di Roma, e ha raggiunto la zona d’intervento in quota.
Il supporto aereo è stato reso possibile grazie al consolidato rapporto di collaborazione tra il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo e l’Aeronautica Militare, frutto di esercitazioni congiunte e procedure operative condivise nel tempo.
Uno dei quattro con principio di congelamento
Quando le squadre di terra hanno raggiunto i quattro giovani, le condizioni erano critiche ma stabili. Uno degli escursionisti presentava un principio di congelamento agli arti inferiori, una condizione che richiedeva intervento medico rapido e il trasferimento in ospedale. Gli altri tre erano in stato di ipotermia lieve, esausti ma coscienti.
Dopo la valutazione sanitaria effettuata direttamente in quota dal medico del CNSAS e la stabilizzazione delle condizioni, si è proceduto all’evacuazione mediante elicottero. I quattro escursionisti sono stati trasportati a valle e successivamente affidati alle cure dell’ospedale di Chieti per gli accertamenti del caso.
Un monito per chi frequenta la montagna invernale
L’episodio richiama l’attenzione sui rischi che comporta l’escursionismo in ambiente montano invernale senza la preparazione adeguata. La Maiella, pur non essendo tra le vette più alte d’Abruzzo, presenta in questa stagione condizioni ostiche: neve compatta, ghiaccio, nebbia improvvisa e una variabilità meteo che può cambiare in pochi minuti.
Portare con sé l’attrezzatura tecnica adeguata — ramponi, piccozza, abbigliamento a strati — conoscere il percorso, consultare le previsioni meteo e soprattutto saper riconoscere i propri limiti sono elementi imprescindibili. In caso di emergenza, il numero unico per il soccorso in montagna è il 112.
Il Soccorso Alpino Abruzzo e il 15° Stormo: eccellenza operativa
L’intervento di ieri sera ha ancora una volta dimostrato l’elevato livello di coordinamento e professionalità raggiunto dalle strutture di soccorso presenti sul territorio abruzzese. Il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo opera in condizioni spesso estreme, con tecnici altamente specializzati e attrezzature all’avanguardia. La collaborazione con l’85° Centro SAR del 15° Stormo di Pratica di Mare rappresenta un modello operativo che, in situazioni come questa, può fare letteralmente la differenza tra la vita e la morte.





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