Doppio incidente sulle montagne del Centro Italia: soccorsi al Terminillo e al Gran Sasso, tre alpinisti recuperati dal CNSAS

In poche ore due distinti interventi del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico hanno interessato i massicci del Terminillo e del Gran Sasso. Protagonisti una cordata di due giovani alpinisti laziali e uno scialpinista aquilano, tutti soccorsi con l’ausilio dell’elisoccorso.

Terminillo: sasso travolge una cordata, due alpinisti scivolano per 500 metri

Una mattinata di ordinaria alpinistica si è trasformata in una corsa contro il tempo sul massiccio del Terminillo, in provincia di Rieti. Mercoledì 25 marzo 2026, una cordata composta da due alpinisti classe 2002, residenti a Monterotondo, stava percorrendo la via Chiaretti-Pietrostefani quando un sasso si è distaccato dalla sommità della parete, colpendoli e provocando una caduta incontrollata lungo il canale sottostante. I due sono scivolati per circa 500 metri, arrestandosi grazie alla presenza di abbondante neve che ha attutito l’impatto e scongiurato conseguenze ben più gravi.

In poche ore due distinti interventi del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico hanno interessato i massicci del Terminillo e del Gran Sasso. Protagonisti una cordata di due giovani alpinisti laziali e uno scialpinista aquilano, tutti soccorsi con l'ausilio dell'elisoccorso.Terminillo: sasso travolge una cordata, due alpinisti scivolano per 500 metri
Una mattinata di ordinaria alpinistica si è trasformata in una corsa contro il tempo sul massiccio del Terminillo, in provincia di Rieti. Mercoledì 25 marzo 2026, una cordata composta da due alpinisti classe 2002, residenti a Monterotondo, stava percorrendo la via Chiaretti-Pietrostefani quando un sasso si è distaccato dalla sommità della parete, colpendoli e provocando una caduta incontrollata lungo il canale sottostante. I due sono scivolati per circa 500 metri, arrestandosi grazie alla presenza di abbondante neve che ha attutito l'impatto e scongiurato conseguenze ben più gravi.
L'allarme è scattato immediatamente, attivando la macchina dei soccorsi del CNSAS Lazio, con il supporto dei militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF). L'elisoccorso ARES 118 ha raggiunto la zona dell'incidente e l'equipaggio ha calato il tecnico di elisoccorso del CNSAS e il medico del 118 direttamente accanto ai feriti. Uno degli alpinisti è risultato praticamente illeso ed è stato accompagnato a valle a piedi dai tecnici del Soccorso Alpino. Il secondo ha riportato una frattura a un arto inferiore: stabilizzato sul posto, è stato recuperato tramite verricello e trasportato all'Ospedale Gemelli di Roma. L'operazione si è conclusa intorno alle ore 14:00.
Gran Sasso: scialpinista cade nel canalone nei pressi del Rifugio Duca degli Abruzzi
Nella stessa giornata, un secondo intervento ha impegnato il CNSAS Abruzzo sul massiccio del Gran Sasso, nei pressi del Rifugio Duca degli Abruzzi. Uno scialpinista di 54 anni, originario dell'Aquila, stava effettuando la discesa di un canalone quando è caduto, riportando una sospetta frattura a un arto inferiore che gli ha impedito di proseguire in autonomia.
Attivato immediatamente l'elisoccorso decollato dall'Aquila, il tecnico di elisoccorso del CNSAS e l'equipe sanitaria del 118 sono stati calati sul posto tramite verricello, hanno stabilizzato l'infortunato e provveduto al suo imbarco a bordo dell'elicottero. Il paziente è stato quindi trasportato all'Ospedale dell'Aquila per gli accertamenti e le cure del caso.
La sicurezza in montagna nel periodo primaverile
I due episodi, avvenuti a poche ore di distanza l'uno dall'altro su due dei massicci più frequentati dell'Appennino centrale, riportano l'attenzione sui rischi oggettivi della montagna nel periodo di transizione tra inverno e primavera. La neve primaverile, compatta ma instabile, e il progressivo disgelo che mobilizza detriti rocciosi rappresentano pericoli concreti tanto per gli alpinisti in parete quanto per gli scialpinisti nei canaloni. Il CNSAS raccomanda sempre di informarsi sulle condizioni del manto nevoso e del rischio scarico prima di intraprendere qualsiasi uscita in quota.

In poche ore due distinti interventi del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico hanno interessato i massicci del Terminillo e del Gran Sasso.

L’allarme è scattato immediatamente, attivando la macchina dei soccorsi del CNSAS Lazio, con il supporto dei militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF). L’elisoccorso ARES 118 ha raggiunto la zona dell’incidente e l’equipaggio ha calato il tecnico di elisoccorso del CNSAS e il medico del 118 direttamente accanto ai feriti. Uno degli alpinisti è risultato praticamente illeso ed è stato accompagnato a valle a piedi dai tecnici del Soccorso Alpino. Il secondo ha riportato una frattura a un arto inferiore: stabilizzato sul posto, è stato recuperato tramite verricello e trasportato all’Ospedale Gemelli di Roma. L’operazione si è conclusa intorno alle ore 14:00.

Gran Sasso: scialpinista cade nel canalone nei pressi del Rifugio Duca degli Abruzzi

Nella stessa giornata, un secondo intervento ha impegnato il CNSAS Abruzzo sul massiccio del Gran Sasso, nei pressi del Rifugio Duca degli Abruzzi. Uno scialpinista di 54 anni, originario dell’Aquila, stava effettuando la discesa di un canalone quando è caduto, riportando una sospetta frattura a un arto inferiore che gli ha impedito di proseguire in autonomia.

Attivato immediatamente l’elisoccorso decollato dall’Aquila, il tecnico di elisoccorso del CNSAS e l’equipe sanitaria del 118 sono stati calati sul posto tramite verricello, hanno stabilizzato l’infortunato e provveduto al suo imbarco a bordo dell’elicottero. Il paziente è stato quindi trasportato all’Ospedale dell’Aquila per gli accertamenti e le cure del caso.

La sicurezza in montagna nel periodo primaverile

I due episodi, avvenuti a poche ore di distanza l’uno dall’altro su due dei massicci più frequentati dell’Appennino centrale, riportano l’attenzione sui rischi oggettivi della montagna nel periodo di transizione tra inverno e primavera. La neve primaverile, compatta ma instabile, e il progressivo disgelo che mobilizza detriti rocciosi rappresentano pericoli concreti tanto per gli alpinisti in parete quanto per gli scialpinisti nei canaloni. Il CNSAS raccomanda sempre di informarsi sulle condizioni del manto nevoso e del rischio scarico prima di intraprendere qualsiasi uscita in quota.

Comments (No)

Leave a Reply