L’emergenza incendi sul Monte Morrone continua. Dopo la nuova e violenta ripresa delle fiamme registrata nelle ultime ore, il fronte del fuoco ha continuato ad avanzare dal territorio di Roccacasale in direzione di Pratola Peligna, rendendo necessarie nuove misure di sicurezza.
Il Comune di Pratola Peligna ha disposto con effetto immediato la chiusura temporanea e il divieto di accesso, transito e permanenza su diversi sentieri e tracciati montani, nell’area che conduce anche verso Colle delle Vacche.
Una decisione legata all’evoluzione dell’incendio, che dopo una fase in cui sembrava avviato verso la bonifica ha mostrato nuovamente tutta la propria pericolosità.
Il Morrone continua a bruciare
Nella giornata di sabato 29 agosto il fronte dell’incendio ha ripreso vigore. Secondo quanto riportato dalla TGR Abruzzo, le fiamme sono avanzate nuovamente da Roccacasale verso Pratola Peligna, mentre alle operazioni da terra si sono affiancati elicotteri, Canadair ed Erickson.
A complicare ancora una volta il lavoro delle squadre sono state soprattutto le temperature molto elevate e il vento, con correnti provenienti dalle gole di Popoli capaci di cambiare rapidamente direzione e rendere particolarmente difficile prevedere l’evoluzione del fronte.
Nelle ore precedenti l’incendio era stato considerato sostanzialmente in fase di bonifica. Il 24 agosto l’ANSA riferiva infatti dell’avvio delle operazioni sugli ultimi focolai, dopo oltre due settimane di emergenza e dopo l’apertura, da parte dell’Esercito, di alcuni chilometri di linee e strade tagliafuoco nelle zone più impervie.
La nuova ripresa dimostra però quanto la situazione sul Morrone resti delicata, soprattutto in presenza di caldo intenso, vento e vegetazione estremamente secca.
L’ordinanza del Comune di Pratola Peligna
Per motivi di sicurezza il Comune ha quindi disposto la chiusura dei seguenti tracciati:
- Sentiero R1, con accesso da Bagnaturo;
- Sentiero R4, da Roccacasale o Fonte Vicenne;
- Variante del Sentiero numero 5;
- tagliafuoco dal cimitero di Bagnaturo.
Il provvedimento vieta l’accesso e la permanenza nell’area a piedi, in bicicletta o mountain bike, a cavallo e attraverso veicoli o altri mezzi motorizzati.
Sono esclusi esclusivamente i soggetti impegnati nella gestione dell’emergenza: Vigili del Fuoco, Forze di Polizia, Carabinieri Forestali, Protezione Civile, personale sanitario e di soccorso, personale del Parco Nazionale della Maiella, tecnici, operai e personale autorizzato coinvolto nelle operazioni di spegnimento, bonifica, vigilanza e messa in sicurezza.
La chiusura resterà valida fino a espressa revoca o a una nuova disposizione, che potrà arrivare soltanto dopo la cessazione dell’incendio, il completamento delle operazioni di bonifica e la verifica della sicurezza e della percorribilità dei tracciati.
Colle delle Vacche, una zona già colpita dagli incendi del 2017 e del 2023

Il Rifugio Colle delle Vacche sul Monte Morrone, in un’area già interessata dagli incendi degli anni scorsi.
Particolare attenzione è rivolta ancora una volta verso Colle delle Vacche, luogo simbolico del versante pratolano del Morrone.
La zona porta ancora evidenti i segni degli incendi del passato.
Nel 2017 il grande incendio del Morrone raggiunse l’area di Colle delle Vacche dopo giorni di emergenza. Il rifugio riuscì a salvarsi dalle fiamme, mentre vaste porzioni della montagna furono percorse dal fuoco.
La storia si è ripetuta nel luglio del 2023, quando un nuovo incendio partito dall’area di Bagnaturo raggiunse Colle delle Vacche. In quella circostanza furono interessati centinaia di ettari e il fuoco raggiunse nuovamente la zona del rifugio, che rimase in piedi nonostante i pesanti danni alla vegetazione e alle strutture circostanti.
Questo precedente potrebbe rappresentare, almeno in alcuni settori, un elemento capace di ridurre la continuità della vegetazione arborea disponibile come combustibile rispetto a un bosco completamente integro.
Non significa però che il fuoco non possa avanzare: negli anni successivi agli incendi si sviluppano infatti erbe, arbusti e nuova vegetazione che, soprattutto dopo periodi molto caldi e secchi, possono diventare materiale facilmente infiammabile.
Per questo l’evoluzione del fronte resta da seguire con grande attenzione.
Una montagna che brucia da settimane
L’incendio del Morrone rappresenta ormai una delle emergenze ambientali più importanti di questa estate in Abruzzo.
Da metà agosto uomini e mezzi stanno lavorando senza sosta tra interventi aerei, squadre a terra, linee tagliafuoco e operazioni di bonifica. Nei giorni scorsi era stato possibile raggiungere anche alcune delle zone più difficili grazie al lavoro dell’Esercito e alla riapertura di vecchi tracciati utilizzabili dai mezzi antincendio.
Ma le condizioni meteorologiche eccezionali di questi giorni hanno nuovamente complicato il quadro.
La priorità resta adesso contenere il nuovo avanzamento dell’incendio ed evitare che le fiamme possano conquistare ulteriori porzioni della montagna.
Per escursionisti, ciclisti e frequentatori del Morrone l’indicazione è quindi netta: rispettare rigorosamente le chiusure e non accedere ai sentieri interessati dall’ordinanza, anche quando le fiamme non risultano direttamente visibili.
La presenza di mezzi operativi, alberi danneggiati, terreno instabile, fumo e possibili improvvise riprese rende infatti pericolosa la permanenza nell’intera area interessata dall’emergenza.





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