Abruzzo, incendi senza tregua: un fulmine ha acceso un rogo tra Collarmele e Gagliano Aterno, ancora attivi i roghi di Lucoli e Rocca di Mezzo

La situazione sul fronte degli incendi in Abruzzo continua a rimanere particolarmente delicata. Il caldo intenso, la prolungata assenza di precipitazioni significative e una vegetazione ormai estremamente secca stanno creando condizioni favorevoli alla propagazione delle fiamme, mentre uomini e mezzi sono impegnati contemporaneamente su più fronti.

Qualche temporale pomeridiano è tornato a interessare localmente le zone interne nelle ultime ore, ma si tratta per il momento di fenomeni troppo isolati per modificare in maniera sostanziale una situazione caratterizzata da terreni e prati fortemente inariditi.

E proprio un temporale, questa volta, sarebbe all’origine di un nuovo incendio divampato nel pomeriggio di ieri, intorno alle ore 17, nell’area della Piana di Baullo, sul versante meridionale del massiccio del Sirente.

La Piana di Baullo ricade nel territorio comunale di Gagliano Aterno, lungo l’antico collegamento naturale tra la Valle Subequana e la Marsica, in un’area raggiungibile anche dal settore di Aielli e Collarmele. La Regione Abruzzo la descrive infatti come un altopiano situato sul crinale meridionale del Sirente, storicamente utilizzato per la transumanza verticale.

Incendio tra Gagliano Aterno e Collarmele, colonna di fumo sulle montagne abruzzesi

La colonna di fumo provocata dall’incendio divampato nell’area montana tra Gagliano Aterno e Collarmele

Un fulmine all’origine dell’incendio nella Piana di Baullo

Secondo le informazioni raccolte, in questo caso l’innesco sarebbe stato naturale: un fulmine caduto durante uno dei temporali pomeridiani avrebbe dato origine alle fiamme.

Il fuoco starebbe interessando prevalentemente prati e vegetazione erbacea, già fortemente seccati dalle temperature elevate e dalla lunga fase asciutta. La preoccupazione principale riguarda tuttavia la possibilità che l’incendio possa raggiungere zone con vegetazione più fitta e soprattutto i settori boschivi presenti nelle vicinanze.

Nell’area sono stati quindi dislocati anche mezzi aerei e squadre della Protezione Civile, impegnati nelle operazioni di contenimento e spegnimento.

La zona di Baullo rappresenta inoltre un territorio di particolare valore naturalistico: si trova nel Parco Regionale Sirente Velino, sul versante meridionale del Monte Sirente.

Incendio tra Gagliano Aterno e Collarmele, fumo tra le pale eoliche sulle montagne abruzzesi

Il fumo dell’incendio divampato nell’area montana tra Gagliano Aterno e Collarmele, nei pressi del parco eolico

Caldo e siccità non accendono necessariamente gli incendi, ma ne favoriscono la propagazione

È importante distinguere le cause di innesco dalle condizioni che permettono successivamente al fuoco di propagarsi.

Come sottolineato anche dalla climatologa Serena Giacomin, l’aumento delle temperature o il cambiamento climatico non possono essere considerati automaticamente la causa diretta dell’accensione di un incendio.

Gli inneschi possono infatti dipendere da comportamenti negligenti, disattenzioni, incendi dolosi oppure, più raramente, da fenomeni naturali come i fulmini.

Il caldo molto intenso, la siccità e la conseguente riduzione dell’umidità della vegetazione hanno però un ruolo fondamentale nel rendere il territorio molto più vulnerabile: una volta sviluppate le fiamme, queste possono propagarsi con maggiore facilità e diventare decisamente più difficili da controllare.

Ed è proprio ciò che sta accadendo in questi giorni sulle montagne abruzzesi, dove prati, sterpaglie e sottobosco risultano ormai estremamente secchi.

Lucoli, il rogo torna a fumare dopo giorni di interventi

Rimane aperto contemporaneamente anche il difficile fronte di Lucoli.

Come documentato nelle ultime ore anche dalle nostre immagini, l’incendio che nei giorni scorsi aveva interessato un fronte particolarmente esteso sembrava essere progressivamente sotto controllo.

Dalla metà della mattinata di ieri, però, diversi settori hanno ricominciato a fumare e localmente il fuoco è tornato ad avanzare, rendendo necessaria la prosecuzione delle operazioni.

Incendio di Lucoli sconfinato verso i Monti di Roio e di Bagno, fumo e fiamme tra la vegetazione

Il fronte dell’incendio di Lucoli, sconfinato verso i Monti di Roio e di Bagno, tra fumo intenso e focolai ancora attivi.

In incendi di questo tipo la bonifica rappresenta una delle fasi più complesse: ceppaie, radici, materiale organico e sottobosco possono continuare a bruciare lentamente anche quando in superficie le fiamme sembrano ormai scomparse.

Con temperature elevate, terreno asciutto e ventilazione, basta quindi relativamente poco perché un focolaio possa riprendere vigore.

Rocca di Mezzo, un incendio che continua da settimane

La situazione resta delicata anche a Rocca di Mezzo, dove il rogo sviluppatosi nelle scorse settimane non può ancora essere considerato definitivamente estinto.

Sono ormai circa venti giorni che nell’area si susseguono operazioni di spegnimento e soprattutto di bonifica.

Anche qui il problema principale è rappresentato dal sottobosco: il fuoco può penetrare nel terreno, interessare materiale vegetale accumulato e continuare a covare per lungo tempo. Con il caldo intenso di questi giorni, nuovi punti di fumo possono così comparire anche dopo diverse ore di apparente tranquillità.

Sul territorio continuano a essere impegnati Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Carabinieri Forestali, con interventi che nelle ultime settimane hanno richiesto anche l’utilizzo dei mezzi aerei.

Mezzi aerei impegnati su più fronti: l’emergenza è nazionale

Ed è proprio la disponibilità dei mezzi aerei a rappresentare uno degli aspetti più complessi di questa fase.

L’emergenza incendi, infatti, non riguarda soltanto l’Abruzzo ma numerose regioni italiane. Canadair, elicotteri e altri velivoli antincendio devono quindi essere distribuiti sulla base delle priorità operative e delle richieste provenienti contemporaneamente da diversi territori.

In Abruzzo, nello stesso momento, le squadre devono dunque gestire il nuovo fronte della Piana di Baullo, il vasto incendio di Lucoli e quello ancora attivo nell’area di Rocca di Mezzo, oltre agli eventuali nuovi incendi che possono svilupparsi durante le ore più calde.

Il quadro meteorologico continua inoltre a non aiutare: la vegetazione è estremamente secca e saranno necessarie precipitazioni diffuse e persistenti, non semplicemente brevi temporali locali, per migliorare realmente le condizioni dei terreni.

Paradossalmente, come dimostra proprio quanto avvenuto nella Piana di Baullo, gli stessi temporali estivi possono rappresentare temporaneamente un ulteriore elemento di rischio quando sono accompagnati da fulmini ma da precipitazioni insufficienti a bagnare in profondità il terreno.

Per questo le prossime giornate continueranno a richiedere grande attenzione e, soprattutto, la massima prudenza da parte di chi frequenta boschi e montagne.

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