Sellata-Pierfaone, convalidato il sequestro del cantiere: indagine sui lavori nel Parco dell’Appennino Lucano

Nuovo capitolo nella vicenda legata ai lavori di ammodernamento del comprensorio sciistico Sellata-Pierfaone, in Basilicata.

Il gip del Tribunale di Potenza ha convalidato il sequestro dell’area interessata dalla realizzazione della nuova seggiovia nel territorio comunale di Abriola, dopo il provvedimento preventivo disposto nei giorni scorsi nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Potenza.

L’area interessata si trova all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese e ricade anche nella Zona Speciale di Conservazione Faggeta di Monte Pierfaone, appartenente alla rete europea Natura 2000.

Le indagini riguardano diverse ipotesi di reato, tra cui falso ideologico, inquinamento ambientale e presunte violazioni della normativa sulle aree protette, in relazione all’iter progettuale e alla realizzazione di alcune opere.

Comprensorio sciistico Sellata-Pierfaone in Basilicata interessato dal progetto della nuova pista sintetica e della seggiovia

Il comprensorio Sellata-Pierfaone, in Basilicata, al centro del dibattito per i lavori di riqualificazione, la nuova seggiovia e la pista da sci sintetica

Il progetto da 8 milioni di euro

Il progetto di riqualificazione di Sellata-Pierfaone rappresenta uno degli interventi più importanti previsti negli ultimi anni per la montagna lucana.

L’investimento complessivo è stimato in circa 8 milioni di euro, sei dei quali finanziati attraverso il Programma operativo complementare collegato al Fondo europeo di sviluppo regionale.

Il programma prevede la realizzazione di una pista da sci sintetica lunga circa 480 metri, oltre a una nuova seggiovia che dovrebbe collegare quota 1.350 metri con quota 1.500 metri, raccordandosi poi con l’impianto esistente diretto verso la parte superiore del comprensorio.

Sono inoltre previsti nuovi servizi, percorsi pedonali, parcheggi e strutture a supporto dell’area turistica.

Nel mirino il taglio degli alberi

Uno degli aspetti principali emersi dall’inchiesta riguarda il taglio della vegetazione lungo l’area interessata dalle opere.

Secondo quanto riportato negli atti richiamati dalla stampa, viene contestato l’abbattimento di 809 piante ad alto fusto, in prevalenza faggi. Ulteriori contestazioni riguardano 81 esemplari all’interno della Zona Speciale di Conservazione, il cui taglio non sarebbe stato indicato nella documentazione presentata per la Valutazione di incidenza ambientale.

Si tratta, naturalmente, di contestazioni formulate nell’ambito di un’indagine ancora in corso, sulle quali dovranno essere compiuti tutti gli approfondimenti giudiziari previsti.

È importante mantenere questo punto chiaro: il sequestro rappresenta una misura cautelare e non equivale a un accertamento definitivo di responsabilità.

Le autorizzazioni al centro delle verifiche

Seggiovia di Sellata-Pierfaone innevata nel comprensorio sciistico dell’Appennino Lucano

Una seggiovia del comprensorio di Sellata-Pierfaone, nell’Appennino Lucano. La zona è al centro dell’inchiesta sui lavori di ammodernamento degli impianti

Gli accertamenti riguardano anche il percorso autorizzativo seguito per la realizzazione della nuova seggiovia.

Tra le ipotesi contestate figurano la presunta assenza del preventivo nulla osta dell’Ente Parco sul progetto esecutivo e la realizzazione di alcune opere che, secondo l’impostazione investigativa, sarebbero state effettuate senza le necessarie autorizzazioni paesaggistiche o urbanistico-edilizie.

Proprio la posizione dell’impianto, all’interno di un Parco nazionale e di una Zona Speciale di Conservazione, rende particolarmente delicata la questione.

Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano comprende infatti una vasta area montana della Basilicata e alcune delle principali cime dell’Appennino meridionale, con ambienti sottoposti a specifiche forme di tutela naturalistica.

Il Comune difende il progetto

L’amministrazione comunale di Abriola ha respinto le accuse di aver operato senza il rispetto delle procedure.

Il sindaco Romano Triunfo ha spiegato che il provvedimento riguarderebbe un tratto di circa 500 metri legato alla nuova seggiovia e che gli altri lavori previsti nel progetto continuerebbero regolarmente.

Secondo l’amministrazione, l’obiettivo sarebbe quello di completare l’intervento entro la fine dell’anno per evitare di perdere le risorse economiche disponibili.

Una posizione molto diversa rispetto a quella delle associazioni ambientaliste, che da tempo chiedevano verifiche approfondite sulle autorizzazioni e sull’impatto delle opere.

Legambiente e WWF: “Servono verifiche rigorose”

La vicenda era già stata sollevata nei mesi scorsi da Legambiente e WWF, che avevano evidenziato possibili criticità ambientali e procedurali.

Dopo il sequestro, Legambiente ha ribadito la necessità di verificare con attenzione la correttezza dell’iter autorizzativo e gli effetti degli interventi sull’ecosistema montano.

La questione ha assunto anche una dimensione politica.

I consiglieri regionali Roberto Cifarelli e Piero Lacorazza hanno chiesto alla Regione Basilicata di chiarire quale strategia intenda adottare per lo sviluppo della montagna lucana, sottolineando la necessità di inserire gli investimenti all’interno di una pianificazione più ampia.

Sellata-Pierfaone e il futuro della montagna lucana

La vicenda di Sellata-Pierfaone va quindi oltre il semplice caso giudiziario.

Sul tavolo c’è una questione che riguarda molte aree dell’Appennino: come conciliare sviluppo turistico, modernizzazione degli impianti e tutela di ecosistemi montani sempre più fragili.

Il tema diventa ancora più rilevante in un contesto segnato dai cambiamenti climatici e da stagioni invernali sempre più irregolari, che stanno imponendo una riflessione più ampia sul futuro dei comprensori sciistici di media montagna.

Investire nei territori montani resta fondamentale per contrastare spopolamento, perdita di servizi e marginalizzazione economica. Allo stesso tempo, soprattutto all’interno delle aree protette, ogni intervento deve essere accompagnato da procedure trasparenti, valutazioni ambientali puntuali e una strategia di lungo periodo.

Per Sellata-Pierfaone saranno adesso gli sviluppi dell’inchiesta e gli eventuali successivi provvedimenti della magistratura a chiarire definitivamente la correttezza dell’iter seguito.

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