Impianti di Risalita
Sci alpino, stagione a rischio

Sci Alpino, la stagione degli sport invernali è a rischio a causa del forte aumento dell’energia e quindi delle bollette.

SCI ALPINO IN CRISI PER VIA DEL FORTE AUMENTO DELL’ENERGIA E DELLE BOLLETTE

Il costo dell’energia continua ad aumentare in modo esponenziale e aumentano le condizioni di criticità anche in vista della prossima stagione invernale.
Nei giorni scorsi abbiamo parlato dell’aumento degli skipass giornalieri ed annuali che verosimilmente arriveranno ad aumentare anche del 10 per cento, a causa di una inflazione galoppante che ha raggiunto e continua a frantumare record su record.

Il primo allarme è giunto sempre nei giorni scorsi dai responsabili della stazione degli sport invernali di Bardonecchia, mentre ieri a parlare è tornata Valeria Ghezzi, presidente dell’Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef) che ha spiegato quali sono le effettive condizioni di criticità per la prossima stagione invernale ormai alle porte.

Una lunga intervista all’Agenzia di Stampa AGI, dove la Ghezzi spiega come il forte incremento dei costi dell’energia andrà verosimilmente ad influire in modo piuttosto importante sulla gestione degli impianti di risalita.

Non è assolutamente contemplata da parte dei gestori degli impianti di sci alpino di chiudere, o di non aprire nella prossima stagione ma i costi di gestione rischiano di essere insostenibili e pertanto di mettere la stagione a rischio.
Le bollette degli impianti di risalita a partire dal 2021 sono triplicate, con un costo che se prima era di 12 mila euro  per una cabinovia di 15 posti lunga 2 chilometri, al giorno di oggi è di circa 34 mila euro.

In passato, spiega Valeria Ghezzi, per la gestione dell’impianto era stata messa a bilancio una somma pari a 450 mila euro, periodo compreso tra ottobre e Pasqua, mentre ora la somma è di 1,2 milioni di euro.

A tal proposito la soluzione non è nemmeno pensare di aumentare fortemente il costo degli skipass, perche altrimenti lo sci diverrebbe uno sport solamente per poche persone e gli impianti verrebbero quasi sicuramente disertati.

Sci alpino, stagione a rischio
Gli elevati costi dell’energia e l’esponenziale aumento dell’inflazione stanno mettendo a rischio la stagione invernale dello sci alpino

Ha continuato inoltre la Ghezzi spiegando che sicuramente assisteremo ad un aumento dei prezzi dei biglietti, sia annuali che giornalieri perchè sarà necessario coprire i costi dell’inflazione per pagare anche gli stipendi degli operai che anche loro risentono in modo piuttosto importante questa situazione.

L’incremento dei costi dell’energia non può tuttavia essere coperto da nulla, tanto che è richiesto dai gestori degli impianti un intervento immediato dell’Europa che se non dovesse arrivare vedrebbe come ultimo step la chiusura di tutti gli impianti di risalita.

In questo caso ne’ risentirebbe tutta la filiera degli sport invernali e in particolare di tutte quelle attività legate fortemente allo sci alpino. Ricordiamo che lo sci in inverno è l’attività principale che porta turismo sulle nostre montagne, che nel corso dei decenni ha contraddistinto l’Italia come uno tra i paesi al top per piste e impianti di risalita. Ogni anno atleti da tutto il mondo e turisti, sia in estate che specialmente in inverno, si recano sulle alpi e sugli appennini per gustarsi le piste di sci alpino delle nostre montagne e le loro bellezze.

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