Condizione Neve

Un caro buongiorno a tutti amici di Neve Appennino, ecco il bollettino valanghe aggiornato e valido per la giornata di giovedì 2 Febbraio.

Appennino settentrionale:

MANTO NEVOSO: Strati di neve bagnata su strati basali più compatti e consolidati. Il manto nevoso è in generale ben consolidato sulla maggioranza dei pendii ripidi. Il manto nevoso è presente soprattutto nel settore Romagnolo e Centrale della regione a partire da m. 900-1000 di quota. Particolare attenzione va posta nella valutazione locale del pericolo, soprattutto nell’attraversamento di canaloni, zone sottovento e di accumulo. La sciabilità fuoripista è limitata ad alcuni versanti variabilmente esposti, con diffusa presenza di estese croste da vento e da fusione e rigelo alternate ad aree scoperte anche alle quote maggiori.

2 febb APP SETTE

Settore Appennino settentrionale Tirrenico:

MANTO NEVOSO:  Strati di neve umida-bagnata a debole coesione su strati intermedi più compatti e consolidati. Il manto nevoso è in generale ben consolidato su molti pendii ripidi. L’intero settore è interessato da copertura nuvolosa con diffuse precipitazioni a carattere piovoso: la neve si presenta ovunque bagnata e pesante lungo tutto il profilo del manto, mentre molte aree montane della dorsale appenninica si caratterizzano per una copertura nevosa scarsa, disomogenea, e con versanti completamente privi di neve anche alle quote maggiori.

2 febb APP SETTE TIRR

Settore Appennino Umbro-Marchigiano:

MANTO NEVOSO: Strati di neve fresca umida-bagnata a debole coesione fino al suolo. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato. Il continuo flusso di correnti miti atlantiche determina una generale umidificazione del manto a tutte le quote ed esposizionidi. Alle quote medio basse ove il quadro termico è più favorevole alla fusione, sui pendii ripidi e molto ripidi e dove i carichi sono consistenti sono possibili distacchi spontanei di neve umida bagnata anche di medie dimensioni. Alle quote più alte invece i processi di fusione sono meno evidenti; il distacco provocato in generale è possibile con forte sovraccarico. Sul versante orientale dei Monti Sibillini ove il manto nevoso raggiunge spessori ancora consistenti localmente nei pendii sopra menzionati il pericolo pùò aumentare.

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Appennino Abruzzese e grandi massicci Appenninici:

VALANGHE OSSERVATE: Piccole valanghe spontanee a lastroni di fondo.

MANTO NEVOSO:  Croste da fusione e rigelo portanti e non portanti alternate a strati di neve a debole coesione su strati intermedi moderatamente consolidati. Il manto nevoso è in generale ben consolidato su molti pendii ripidi. Il pericolo può aumentare in considerazione di un rialzo termico diurno specialmente sui pendii esposti ai quadranti meridionali, pendii ripidi e localmente in presenza di grossi accumuli e cornici.

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Appennino Calabro-Lucano:

MANTO NEVOSO:  Strati di neve umida-bagnata fino al suolo. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato su tutti i pendii ripidi.

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