Bollettino VALANGHE 17 Febbraio: Appennino centro-meridionale a rischio moderato/marcato

Un caro buongiorno a tutti amici di Neve Appennino, ecco il bollettino valanghe aggiornato e valido per la giornata di venerdì 17 Febbraio.

Appennino Settentrionale:

MANTO NEVOSO: Croste da fusione e rigelo portanti e non portanti su strati basali più compatti e consolidati. Il manto nevoso è in generale ben consolidato su molti pendii ripidi. Il manto nevoso, sull’intera dorsale dell’appennino tosco emiliano, si presenta con strati molto esigui, non uniformi e in modo discontinuo. Accumuli e croste da fusione e rigelo potranno persistere in condizioni localizzate in canaloni e zone sottovento.

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Settore Appennino settentrionale Tirrenico:

MANTO NEVOSO: Strati di neve umida-bagnata su strati intermedi moderatamente consolidati. Il manto nevoso è in generale ben consolidato su molti pendii ripidi. Condizioni primaverili su tutto il settore con temperature in generale aumento. Nel Sotto Settore delle Alpi Marittime prestare attenzione nei versanti all’ombra dove a causa della forte irradiazione notturna potrebbe esserci la presenza di gradiente termico.

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Settore Appennino Umbro-Marchigiano:

MANTO NEVOSO: Croste da fusione e rigelo portanti su strati più compatti e consolidati. Il manto nevoso è in generale ben consolidato su molti pendii ripidi. Viste le temperature miti, il manto nevoso si presenta umido bagnato e perde di portanza nelle ore più calde della giornata. Durante la notte il rigelo favorisce stabilità consolidando i legami all’interno degli strati. Le situazioni più critiche si localizzano sul sotto settore dei Sibillini oltre i 1500/1600 metri s.l.m., dove l’attività eolica dei giorni scorsi ha dato origine alla formazione di accumuli, nelle classiche localizzazioni (canaloni, conche, crinali sottovento in genere). In questi luoghi i distacchi provocati saranno possibili anche con debole sovraccarico. In generale, nei pendii da ripidi ad estremamente ripidi non si escludono distacchi spontanei di neve a debole coesione sia di superficie che di fondo.

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Appennino Abruzzese e grandi massicci Appenninici:

VALANGHE OSSERVATE: Valanghe spontanee di media grandezza a lastroni di fondo.

MANTO NEVOSO: Croste da fusione e rigelo portanti su preesistenti croste da fusione e rigelo. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato su molti pendii ripidi. Il manto nevoso risente del rialzo termico; i versanti esposti al sole presentano caratteristiche di tipo primaverile. I versanti in ombra e quelli posti alle quote maggiori hanno invece caratteristiche ancora invernali con possibili strati fragili posti al di sotto di lastre/croste (sia da vento che da fusione e rigelo) presenti. Luoghi pericolosi sono costituiti da accumuli eolici, diffusi a tutte le esposizioni in zone di cresta (cornici), sottocresta, canaloni, conche e cambi di pendenza ed in genere dai versanti in ombra; nelle ore più calde, dai versanti esposti al sole e/o sottostanti le fasce rocciose, per l’azione diretta del sole. E’ da attendersi attività valanghiva spontanea mentre il distacco provocato di valanghe sarà possibile già con debole sovraccarico (singolo sciatore/escursionista).

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Appennino Calabro-Lucano:

MANTO NEVOSO: Strati di neve umida-bagnata fino al suolo. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato su tutti i pendii ripidi.

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