Il Colubro di Esculapio o saettone e le differenze dalla vipera, ecco i primi incontri (VIDEO)

Il Colubro di Esculapio o meglio conosciuto come Saettone è uno tra i serpenti che popola la nostra Penisola e le nostre montagne. Ecco il video di uno straordinario incontro.

IL COLUBRO DI ESCULAPIO O SAETTONE, ECCO LE IMMAGINI DI UNO STRAORDINARIO INCONTRO

Il video in allegato è stato girato da Paolo Forconi, zoologo e videomaker che nel corso degli anni ci ha abituato con le sue immagini a scenari a dir poco eccezionali sulle nostre montagne.

In questo caso l’animale ripreso è un Saettone, ovvero uno tra i serpenti che spesso si incontrano dal mare alla montagna e che in molti frangenti viene confuso con altri serpenti.

LE CARATTERISTICHE DEL SAETTONE, ECCO L’APPROFONDIMENTO

Viene definito come Colubro di Esculapio in onore della divinità Romana della Medicina, Esculapio, tanto che se fate caso nel simbolo delle farmacie è possibile notare arrotolati due serpenti che sono i saettoni.

Il serpente è presente in quasi tutto il territorio europeo, quindi anche in Italia dove però si differenzia tra il centro nord e il sud Italia.

Vi starete domandando cosa cambia, e ve lo spiegheremo brevemente e a grandi linee qui di seguito supportati anche dal commento degli esperti di “Nel Mondo degli Animali” .

Ci sono due sottospecie, il saettone normale che vive in tutto il centro nord mentre in quella meridionale abbiamo la presenza del saettone occhi rossi che ha una colorazione lievemente più scura e delle striature sul dorso oltre che, appunto, gli occhi rossi.

La corporatura di questo genere di serpente si presenta piuttosto slanciata, tanto che nelle sue caratteristiche c’è anche quella di arrampicarsi con una discreta agilità sugli alberi. Può vivere sua sul terreno che sugli alberi.

In molti si chiedono di cosa si nutre, ma in realtà la risposta è piuttosto semplice. Roditori, uova di uccelli, uccelli, anfibi, mammiferi e rettili.

Sebbene la sua testa sembra essere molto piccola rispetto alle dimensioni del suo corpo, in procinto di ingoiare la sua preda si estende. I serpenti ingoiano la preda intera.

La tecnica principale per immobilizzare le sue prede è quella dei stringerle e quindi immobilizzarle tra le sue spire, fino a quando esauste vanno incontro al soffocamento.

Una volta effettuato il processo la blocca con i suoi denti affilati e la ingoia.

QUALI SONO LE DIFFERENZE DA UNA VIPERA?

Le differenze rispetto ai viperidi sono ampie, in particolare come riferito dagli esperti di “Nel mondo degli animali” si può considerare un serpente non velenoso quello che presenta degli occhi tondi. Questo generalmente sta ad indicare che ci troviamo d’innanzi ad un colubro.

Il corpo del saettone è inoltre molto sottile, così come la sua coda piuttosto snella. Anche le squame della sua testa sono disposte in modo molto regolare, al contrario di quelle della vipera che sono irregolari e piccole.

Il saettone può arrivare a vivere in cattività fino a 27/28 anni. Gli ambienti che esso può frequentare sono i più variegati, tanto che si ama sia i posti aridi, che quelli umidi come ad esempio tutte le rive dei ruscelli.

La sua attività si sviluppa in particolare tra il mese di aprile e quello di novembre. Proprio ad aprile per questo animale comincia anche la stagione degli amori che può protendersi fino al mese di maggio.

Le femmine depongono le uova, che generalmente possono arrivare ad un numero prossimo alle venti unità. Tra giugno e luglio si schiudono e i piccoli nascono giù autonomi e con una lunghezza tra i 15 e i 25 cm.

LA COLORAZIONE DEI PICCOLI

La colorazione dei piccoli esemplari assomiglia di più a quella della Natrice dal Collare. Cambiando poi il colore della pelle la loro colorazione si avvicina sempre più a quella degli adulti, chiara ed uniforme.

Alcuni esemplari del saettone possono variare il colore dal verde oliva al grigiastro, anche se il colore predominante è il marroncino giallastro sul dorso e giallo crema o bianco nel ventre.

Nei prossimi giorni approfondiremo altre specie oltre al Colubro di Esculapio .

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