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Vento a 236 Km/h sul Rifugio Duca degli Abruzzi: secondo la scala Beaufort si tratta di venti da URAGANO

Davvero impressionante il valore da 'uragano' registrato dalla stazione meteorologica degli amici di Meteo Aquilano

Il vortice depressionario responsabile della fase di maltempo ha determinato, oltre al ritorno della neve, anche il richiamo di intensi venti di Grecale.

Nella giornata di venerdì 20 novembre, la stazione meteorologica di MeteoAquilano, sita presso il Rifugio Duca degli Abruzzi a 2388 m s.l.m., alle ore 11:50 circa ha rilevato una raffica di ben 236 km orari! “Non si tratta di un record, poichè il 3 gennaio 2019 questa stessa stazione registrò ben 257 km orari“.

Secondo la scala Beaufort (misura empirica della forza del vento misurata in 12 ‘gradi’) la forza della raffica registrata è paragonabile a quella di un uragano.

Essa è una codificazione, ormai divenuta internazionale, della misura dell’intensità del vento basata sullo stato del mare (ci si riferisce al mare aperto, a grande distanza dalle coste) o sulle condizioni delle onde.

Anche se la velocità del vento può essere misurata, con una precisione ben più elevata, mediante un anemometro, il merito della ‘Scala Beaufort’ è quello di mettere in relazione la velocità del vento con gli effetti e con i danni che il vento stesso produce sull’ambiente.

La velocità del vento è un elemento meteorologico estremamente variabile nel tempo. L’intervallo standard definito dalla O.M.M. (Organizzazione Meteorologica Mondiale) per misurare l’intensità del vento medio è dieci minuti. In tale intervallo, però possiamo misurare centinaia o migliaia di valori diversi. Più turbolento sarà il vento, più ampia sarà la variazione. Oltre ad indicare il valore medio, sarebbe allora importante dare un’informazione sulla variabilità del vento, in termini statistici, la sua varianza. Questa necessità viene tenuta presente dando indicazioni sui punti massimi, le raffiche di vento. Sono infatti quest’ultime che causano tanti danni e che mettono l’uomo in pericolo. Si sottolinea solo che nei pressi dei temporali si registrano talvolta raffiche che vanno molto oltre i valori della velocità media del vento.

Anche la direzione è importante: conoscere, infatti, la direzione del vento non sottoposta all’influenza dell’orografia è un primo ed importante passo per fare una previsione del tempo. La direzione ci dice da dove provengono le masse d’aria: dai quadranti settentrionali arriva generalmente aria fredda polare, da Ovest aria mite atlantica, da Sud aria calda umida del Mediterraneo e da Est aria secca continentale.

DIFFICOLTÀ DI MISURAZIONE DEL VENTO

Il più grande problema con il vento è che ogni piccolo oggetto causa turbolenze. Anche una linea elettrica è sufficiente a far ruotare il vento per una certa distanza. Poiché i sensori del vento di solito richiedono un vento regolare e costante per fornire misurazioni accurate, la turbolenza non è desiderabile. Pertanto è tanto più importante che la misurazione del vento sia collocata in un luogo dove non ci siano ostacoli.

Nel caso degli anemometri a elica o a guscio, esiste anche il problema della contaminazione o del blocco da parte della polvere o vicino al mare dalla salsedine. Pertanto, devono essere sottoposti a manutenzione ad intervalli regolari. Inoltre, questi dispositivi hanno un certo ritardo nelle forti raffiche di vento, poiché i gusci devono prima accelerare e la velocità dell’elica non cambia immediatamente. Il problema più grande è la sovrastima della velocità dopo una raffica di vento, a causa del fatto che i dispositivi sono creati con il minor attrito possibile (per un’accelerazione rapida), quindi la riduzione della velocità dell’elica viene ritardata rispetto alla reale diminuzione della velocità del vento.